Il primo pieno di benzina

Il primo pieno di benzina

di Roberto Delbosco

 

Il primo pieno di benzina: La sera prima di ogni partenza, il bagaglio è ancora sparso davanti ai bauletti aperti, gli appunti e i documenti di viaggio invece sono raccolti sul comodino a fianco al letto e negli ultimi anni il roadbook per la MaAsFamilia già appeso alla porta d’ingresso, cosicchè le mie figlie possano seguire gli spostamenti del loro papà. Si assaporano ancora un po’ i sentimenti della famiglia, ma la propria testa è già altrove.

Prima ancora di visualizzare davvero il Viaggio e di farne parte, secondo me, ci vuole almeno un pieno di benzina. La mente è ancora occupata a pensare all’orario del traghetto, se si è preso il grasso per la catena e soprattutto dove è stato messo! Il primo pieno di benzina è solitamente il trasferimento, quando lasciamo correre la nostra amata motocicletta, rispettandone i giri motore, sapendo che per alcune settimane saremo io e lei. E’ solo quando inizi ad ascoltare il rumore del motore, guardarti attorno e parlare alla tua motocicletta che il Viaggio inizia ad “entrare”.

L’istante dopo sei sulla poppa della nave, osservi quella striscia di schiuma che si dissolve nel porto e la terra lentamente s’allontana.

Le storie epiche di poemi e di eventi storici dei luoghi che andremo a visitare, s’intrecciano con le storie di moto dei compagni di viaggio. Tuttociò allieta il tragitto del traghetto.

Ed eccoti nuovamente lì, come qualche giorno fà, però sei più leggero sulla tua motocicletta. Infatti, oltre ad aver scaricato parte del tuo bagaglio al furgone di assistenza, stai per finire anche la benzina. Perfetto!

La prima stazione di servizio è spesso il primo contatto con la nuova lingua, con quei suoni a volte cosi lontani dal nostro modo di comunicare e, poi si inizia a maneggiare una nuova moneta, che spesso ti ha riempito il portafoglio come mai prima d’ora l’avevi visto. I primi incontri che terminano sempre con gran saluti e sorrisi, gli sguardi della gente e i saluti per la strada, ti rilassano a tal punto che quando fai il reset dei km parziali e guardi sereno tutte le tacchette della benzina accese, viene inevitabile mettersi a parlare con la propria motocicletta. In questo preciso momento, sei il Viaggio!

Da questo momento in avanti porterai a casa colori, sapori, avventure, emozioni, macropensieri fatti dentro il casco, luoghi talmente lontani da tutto e da tutti da sentirti a casa, orizzonti e nuove amicizie. Tutto questo è il nostro piccolo grande tesoro, che solo noi abbiamo respirato, goduto e a volte anche sofferto.

La citazione di Robert Pirsig ne “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” –Viaggiare è meglio che arrivare-, potrebbe raccogliere il concetto.

Ma torniamo ai giorni nostri, ora che tutte queste emozioni non sono più raggiungibili e il pieno di benzina ci dura settimane. Ora non dobbiamo smettere di alimentare le nostre Passioni, avere cura di quei tesori di emozioni e immagini che abbiamo dentro, perché quando si ritornerà a far viaggiare la nostra motocicletta, tutto sarà ancor più voluto e caparbiamente raggiunto. Nel periodo del virus del Covid19 dove tutto sembra essersi rivoluzionato, io chiedo e mi auguro che avvenga una nuova e vera rivoluzione. Una rivoluzione interna fatta di Rispetto e di Voglia di Conoscenza e di Condivisione. Pensiamo di ripartire nella nostra Vita, così come pensiamo di partire per un nostro Viaggio in moto, lasciando indietro tutte le cose superflue e guardando all’Orizzonte non come un traguardo ma come una splendida cornice per brindare al nostro primo pieno di benzina.

 

Pura Vida.

Roberto Delbosco

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