Raid in Marocco

Raid in Marocco: In queste mie poche righe, che proverò a scrivere con una certa costanza, prometto che NON tratterò argomenti triti, copiati e incollati, rimbalzati da riviste e manuali perciò non vi aspettate di scoprire come si prepara la moto per un viaggio oppure come vi dovete vestire; non ho sponsor da mettere in evidenza, imprese personali da esaltare o libri da pubblicare. Semplicemente scriverò quello che mi frulla in testa.

Questa mattina passo dall’edicola per comprare il giornale e vedo sulla copertina di una nota rivista di settore l’ennesimo confronto fra la “nuova” GS 1250 e il Multistrada 1260, interessante. Mi frugo in tasca e trovo i quattro euro necessari all’acquisto. Diciamo la verità, ho letto “1° raid in moto in Marocco” e non ho resistito; già penso a quali tappe possa aver fatto la gara, quali piste accidentate e spettacolari abbia percorso, magari sono passati da posti che conosco…

Delusione! È un viaggio organizzato e nemmeno da un tour operator, va bene hai un’idea sbagliata della parola raid, prendo il dizionario per verificare e leggo: “RAID, itinerario a carattere sportivo, di notevole lunghezza o difficoltà, percorso allo scopo di saggiare la resistenza dei partecipanti e dei materiali.”

Mi ritorna in mente quando, durante un viaggio che ho avuto l’onere, sicuramente più che l’onore, di accompagnare in Algeria nel 2008 fino giù a Tamanrasset, uno dei partecipanti parlando al telefono con un collega (?) disse chiaramente: “sto partecipando a un raid in Algeria” allora gli chiesi se la volesse bombardare l’Algeria, visto che raid significa anche incursione a scopo di guerra o di saccheggio…

Comprendo che per vendere siamo tutti, chi più chi meno, disposti a tutto ma scambiare un tour stradale con una competizione e per giunta di notevole difficoltà… mi sembra veramente un po’ troppo!

Massimo

2 commenti su “Raid in Marocco”

    1. Ciao Riccardo,
      Nostro modo di viaggiare è no convoglio, ogni equipaggio è libero di viaggiare al proprio ritmo e alla propria velocità. Nessuno fa strada ed obbliga a soste o altro. Il furgone di assistenza segue sempre, trasporta i bagagli ed è a disposizione del gruppo. In alcuni viaggi particolari c’è anche accompagnatore in moto (per esempio Avventura Inka, Antica Persia, Patagonia…)
      Ogni sera viene fatto un briefing accurato sulla tappa del giorno successivo e si discute del road book che viene consegnato ad ogni conducente.
      77Roads

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