{"id":1863,"date":"2019-12-12T13:19:29","date_gmt":"2019-12-12T12:19:29","guid":{"rendered":"https:\/\/2025.77roads.com\/?p=1558"},"modified":"2024-04-26T16:35:34","modified_gmt":"2024-04-26T14:35:34","slug":"viaggio-in-moto-sulla-via-della-seta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/blog\/viaggio-in-moto-sulla-via-della-seta\/","title":{"rendered":"In moto sulla Via della Seta: diario di viaggio e consigli"},"content":{"rendered":"<p>Viaggio in moto sulla Via della seta: Tutto \u00e8 pronto, moto lavata, tagliandata e con gomme nuove, bagaglio (poco) caricato: si parte!<\/p>\n<p>Da Napoli conto circa 10.000 chilometri all\u2019arrivo, <a href=\"https:\/\/www.77roads.com\/es\/tour\/samarcanda-in-moto-seta-pura\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Samarcanda<\/strong><\/a> mi aspetta!<\/p>\n<p>Ho fatto tanti viaggi in moto, ma mai e poi mai che la partenza non si trasformi in un momento magico ed irripetibile: adrenalina a mille e&#8230;anche un pizzico d&#8217;ansia! Nel mio viaggio immaginario, quello che anticipa ogni mi partenza, riscopro l&#8217;agitazione dell&#8217;arrivo in Iran di quattro anni fa&#8230; <strong>dicono stavolta sia un p\u00f2 pi\u00f9 travagliato<\/strong> (problemi con l&#8217;ingresso delle moto, carnet de passage&#8230;), ma alla fine <strong>Massimo di 77Roads riesce a trovare un contatto utile ad agevolare il tutto<\/strong>.<\/p>\n<p>Pensa e ripensa, mentre fai e rifai le valigie, scegliendo cosa portare e cosa no&#8230; <strong>mi ritrovo a Gorizia<\/strong>, avamposto del nostro viaggio. Incontro i compagni di questa nuova avventura, alcuni dei quali gi\u00e0 spalla di precedenti battaglie (viaggi). Passa la notte e&#8230;prima, seconda, terza marcia fino ad inserire la sesta&#8230; <strong>sono a Belgrado!<\/strong>\u00a0Ottimo l&#8217;albergo, in pieno centro!<\/p>\n<p>Massimo, il grande, \ud83d\ude1c ha organizzato una <strong>gran bella cena nella zona della movida di Belgrado<\/strong>, la famosa via <a href=\"http:\/\/www.turismoinserbia.it\/belgrado\/centro\/skadarlija\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Skadarska<\/a>! La cena, oltre che squisita, parte come da tradizione con qualche <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rakija\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">rakia<\/a>, grappa locale e, tra una rakia ed una birra, una salsiccia ed una rosticciana, immaginiamo gi\u00e0 le infinite attese alle prossime frontiere.<\/p>\n<p>Slovenia, Croazia, <strong><a href=\"https:\/\/www.77roads.com\/es\/tour\/balkan-tour-balcani-in-moto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Serbia<\/a><\/strong>, Bulgaria, <strong><a href=\"https:\/\/www.77roads.com\/es\/tour\/turchia-in-moto-alle-origini-delluomo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Turchia<\/a><\/strong>, <strong><a href=\"https:\/\/www.77roads.com\/es\/tour\/iran-in-moto-antica-persia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Iran<\/a><\/strong>, Uzbekistan, Turkmenistan e Kirghizistan&#8230;. si, questo viaggio in moto sulla Via della Seta si prospetta davvero lungo ed affascinante! Percorriamo le strade vie balcaniche e <strong>fortunatamente la traversata si \u00e8 rivelata meteorologicamente parlando, davvero piacevole<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Arriviamo a Plovdiv<\/strong>, l&#8217;antica <strong>Filippopoli<\/strong>, Capitale Europea della Cultura 2019. La sua \u00abOld Town\u00bb e l&#8217;anfiteatro romano, magnificamente conservato, valgono davvero una sosta nella citt\u00e0 bulgara.<\/p>\n<p>Decido di lasciare la moto in parcheggio e di spostarmi con un taxi. Spesso, quando sono in viaggio, mi capita di fare cos\u00ec: chiamo un taxi e chiedo di portarmi un p\u00f2 in giro&#8230; e poi, di lasciarmi in centro, possibilmente nelle vicinanze di una buona birra fresca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Samarcanda in moto<\/h2>\n<p>Il <strong>clima fresco<\/strong> ci accompagna fino all&#8217;<strong>ingresso in Turchia<\/strong>: chi viaggia in moto pu\u00f2 immaginare il motivo del mio rimarcare continuamente la frescura trovata. Come previsto, alle frontiere gran ressa! In questo periodo i turchi residenti in Germania, tornano in patria per le vacanze estive: mettiamoci in coda e aspettiamo pazienti!<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1670 size-full\" src=\"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/india-e-rajasthan-in-moto-01.jpg\" alt=\"India e Rajasthan in moto\" width=\"1000\" height=\"667\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/india-e-rajasthan-in-moto-01.jpg 1000w, https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/india-e-rajasthan-in-moto-01-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/india-e-rajasthan-in-moto-01-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/india-e-rajasthan-in-moto-01-600x400.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3>Finalmente alle porte dell\u2019Asia<\/h3>\n<p><strong>La magia ed il fascino di Istanbul<\/strong> pensavo non mi sorprendessero pi\u00f9, ed invece&#8230; il traffico, il brulicare di persone e le tracce degli Imperi che ne hanno fatto il proprio centro di gravit\u00e0, caratterizzano la citt\u00e0 turca in modo inequivocabile.<\/p>\n<p>Anche questa volta, <strong>l&#8217;hotel scelto da 77Roads \u00e8 perfetto<\/strong>. Bello, pulito, in pieno centro e con un grande parcheggio per le moto: bravo Max!<\/p>\n<p>Una passeggiata per Sultanhamet e poi fino al <strong>Ponte <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Galata_(Istanbul)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Gal\u00e0ta<\/a><\/strong>, da cui la vista arriva fino al ponte che collega la parte europea con quella asiatica della citt\u00e0. Un paio di Efes, sono un rito da queste parti e poi ancora a passeggio, perdendosi nei cunicoli del suk tra migliaia di tappeti e profumi di spezie.<\/p>\n<p><strong>Comincio a perdere la percezione del tempo<\/strong>, confondo giorni e date, tuttavia <strong>i km percorsi non mentono: <\/strong>ad oggi, <strong>sesto giorno del viaggio,<\/strong> i chilometri percorsi sono circa 3.600.<\/p>\n<p>Napoli comincia ad essere davvero lontana ed <strong>io sono ormai sull&#8217;altopiano dell&#8217;Anatolia Centrale<\/strong>, coccolato ancora dai 160 CV della mia KTM e, udite udite, ancora da un clima fresco e secco.<\/p>\n<p>Lascio Istanbul <strong>attraversando il Bosforo sul Ponte dell&#8217;Europa<\/strong>; consulto la carta stradale, imposto il GPS per prendere la <strong>strada per Safranbolu<\/strong>.<\/p>\n<p>Importante centro commerciale sin dai tempi antichi, Safranbolu ha un centro storico molto ben conservato, nel quale spicca il caravanserraglio, nel dedalo di viuzze ancora lastricate in pietra. Vado in giro, mi accomodo in un caratteristico baretto in centro, sotto una folta vite adornata con bellissime lucerne in vetro colorato, un caff\u00e8&#8230; ed ancora un altro.<\/p>\n<p><strong>Si riparte<\/strong> ancora, <strong>diretti<\/strong> questa volta <strong>ad Est<\/strong>, questa tappa, nonostante punti dritto a <strong>Sivas<\/strong>, prevede una <strong>sosta \u00abobbligata\u00bb ad Hattusa<\/strong>, antica capitale dell\u2019Impero Ittita, ci sono gi\u00e0 stato due volte, mi fermo per un saluto alla folkloristica guida locale e perch\u00e9 no, per un passaggio ad ammirare ancora una volta i bellissimi siti archeologici. Sivas, serata quasi gelida che ci invita ad un buon t\u00e8 nei <strong>caratteristici caravanserragli<\/strong>.<\/p>\n<p>Mi rimetto in viaggio di buon&#8217;ora ed insieme al mio amico Alessandro <strong>ci dirigiamo verso Dogubeyazit<\/strong>, ultimo avamposto turco <strong>prima dell&#8217;ingresso in Iran<\/strong>. Dal nulla, sulla mia sinistra, spunta il <strong>maestoso monte Ararat<\/strong>, impressionante! Percorrere gli ultimi km con due litri di benzina nel serbatoio mi ha messo un p\u00f2 in agitazione, si viaggia in un affascinante \u00abnulla\u00bb praticamente, <strong>scarsissima la presenza di distributori lungo questa tapp<\/strong>a ed il KTM non ha l&#8217;autonomia del mio vecchio GS!<\/p>\n<h3>Arrivo a Dogubeyazit<\/h3>\n<p>Frenetica cittadina di frontiera, con mille botteghe dove \u00e8 possibile trovare tutto e di pi\u00f9, c&#8217;\u00e8 un barbiere, \u00e8 giunto il momento, come in ogni mio viaggio di&#8230; togliere via tutta la barba.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 davvero molto da vedere a Dogubeyazit, ma il palazzo di Ishak Pasha vale la visita se si \u00e8 in viaggio nella Turchia orientale. La collocazione scenica perfetta in cima ad uno sperone di roccia, la finezza delle decorazioni, la grande estensione delle stanze che lo compongono gli conferiscono un notevole fascino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Lascio felice la Turchia<\/h2>\n<p>L\u2019ingresso in Iran si rivela pi\u00f9 agevole del previsto. Certo, <strong>l&#8217;attesa \u00e8 lunga, ma tutto sommato sono molto ben organizzati<\/strong>. Punto dritto verso <strong>Tabriz<\/strong>, conto all&#8217;incirca 330 Km. Conosco la citt\u00e0, ci sono stato cinque anni fa.<\/p>\n<p>Piacevole e movimentata, Tabriz, trova nel parco Goli situato in pieno centro, la zona di ritrovo abitudinaria dei residenti.<\/p>\n<p>Ben poco \u00e8 rimasto a testimonianza della storia secolare della citt\u00e0, tuttavia Tabriz conserva alcuni luoghi ed edifici antichi di indubbio fascino ed interesse. Fra questi la bella <strong>Moschea Blu o \u00ab<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Moschea_Blu_(Tabriz)\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Moschea Kabud<\/a>\u00ab<\/strong> del 1465 e il <strong>gran bazar<\/strong>, uno dei pi\u00f9 estesi e antichi dell\u2019area mediorientale, spesso <strong>citato anche da Marco Polo<\/strong> nelle memorie dei suoi viaggi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1680 size-large\" src=\"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/iran-in-moto-06-1024x682.jpg\" alt=\"Iran in moto\" width=\"1024\" height=\"682\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/iran-in-moto-06-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/iran-in-moto-06-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/iran-in-moto-06-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/iran-in-moto-06-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/iran-in-moto-06.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>Sebbene la situazione politica in Iran sia abbastanza delicata, la gente non tradisce le aspettative ed i ricordi che gelosamente custodisco di questa affascinante terra lo confermano. In giro c\u2019\u00e8 sempre aria di festa e tanta serenit\u00e0. <strong>Gli iraniani sono meravigliosi!<\/strong><\/p>\n<p>Sistemata la moto, mi organizzo per la cena in un tipico ristorante della zona.<\/p>\n<p>Cinque anni fa non riusc\u00ec ad assaggiare le <strong><a href=\"https:\/\/www.tappersia.com\/gheymeh-rizeh\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gheymeh Rizeh<\/a><\/strong> e lo Chef che \u00e8 in me ha reclamato parecchio. Queste \u00abpolpette\u00bb sono piatto locale originariamente prodotto a Isfahan,\u00a0 preparato con carne, farina di ceci e verdure profumate a foglia verde, tutto aromatizzato con una variet\u00e0 infinita di spezie! Le polpette sono spesso chiamate Kalleh Gonjeshki che letteralmente significa, mi dicono gli altri clienti del ristorante, teste di passero.<\/p>\n<p>Trascorsa una piacevole e rilassante serata, rientro in hotel accompagnato da un vento fresco, forse anche troppo. La <strong>tappa che mi aspetta domani<\/strong> \u00e8 abbastanza lunga, circa <strong>620 Km<\/strong>.<\/p>\n<p>Le strade dovrebbe essere decenti, l&#8217;unica cosa a preoccuparmi \u00e8 il <strong>traffico<\/strong> che <strong>a ridosso delle grandi citt\u00e0 \u00e8 sempre tremendo<\/strong>.\u00a0Oggi sono abbastanza stanco e la spalla malconcia, comincia a dare parecchio fastidio. A letto sfoglio gli appunti preparati prima di partire, ricontrollo il GPS, segno note sul roadbook\u2026 Samarcanda \u00e8 ancora lontana, ci penso, l\u2019adrenalina risale e con lei anche la spalla sembra andar meglio.<\/p>\n<p>Buona notte, Teheran mi aspetta!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Dall&#8217;Iran al Turkmenistan<\/h2>\n<p>Arrivato quasi a Ferragosto, con tanti Km ancora da percorrere, <strong>mi dirigo verso Teheran<\/strong>.\u00a0Ho la sensazione che sar\u00e0 una giornata lunga e \u00abdritta\u00bb.<\/p>\n<p>Imbocco l&#8217;autostrada, saranno <strong>620 km di spettacolare nulla!<\/strong> Si, avete letto bene, AUTOSTRADA! <strong>Talvolta \u00e8 necessario anche utilizzare le autostrade<\/strong> quando si \u00e8 in viaggio e le tappe di trasferimento particolarmente lunghe.<\/p>\n<p>Cerco un distributore per fare il pieno. Lungo questo tratto dovrebbero essere davvero molto rari, meglio non rischiare. La <strong>benzina costa poco meno di 20 cent. di Euro al litro<\/strong> e questa lunghissima striscia di asfalto nero che mi accompagner\u00e0 per tutta la giornata non prevede pedaggi. Compro due bottiglie d&#8217;acqua, serve sempre!<\/p>\n<p><strong>Imbocco la strada che da Zanjan<\/strong> porta verso Teheran, accendo l\u2019interfono, parte la mia colonna sonora ed il contachilometri comincia a girare. Viaggio ad una velocit\u00e0 media non superiore ai cento chilometri orari, l\u2019asfalto \u00e8 abbastanza buono e guido in relax.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-12268 size-large\" src=\"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/in-moto-sulla-via-della-seta-ev-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/in-moto-sulla-via-della-seta-ev-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/in-moto-sulla-via-della-seta-ev-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/in-moto-sulla-via-della-seta-ev-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/in-moto-sulla-via-della-seta-ev-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/in-moto-sulla-via-della-seta-ev-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/in-moto-sulla-via-della-seta-ev.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Guardandomi intorno mi chiedo come mai, nonostante tutto quello che i media ci propinano riguardo questi paesi, io non ho mai e sottolineo mai, incontrato una persona, un atteggiamento ostile durante i miei viaggi. Politica, Religione ed Economia, le risposte sono li, per strada, ho sempre trovato ospitalit\u00e0 e tanto affetto e <strong><a href=\"https:\/\/www.77roads.com\/es\/tour\/iran-in-moto-antica-persia\/\">l\u2019Iran<\/a><\/strong> in questo <strong>\u00e8 davvero un paese imbattibile<\/strong>.<\/p>\n<p>Percorro circa 200 Km e comincio a cercare un distributore per far benzina: <strong>sono a met\u00e0 serbatoio<\/strong> ed <strong>il KTM 1290 a queste media sfiora i 380 Km di autonomia<\/strong>. Meglio non rischiare. Al momento zero distributori, \u00e8 quasi mezzogiorno mi fermo per un th\u00e8 ed uno spuntino, con me ci sono Alessandro ed Andrea che ho incontrato per strada dopo esserci salutati in mattinata.<\/p>\n<p>Rifocillatomi riparto. Percorro altri 100 Km, ma ancora non trovo un distributore! Finalmente a furia di \u00abpelate\u00bb di gas per consumare il meno possibile arriva un benzinaio: <strong>21.8 litri di benzina<\/strong>, ero praticamente rimasto a secco!<\/p>\n<p>Tre anni fa, durante il mio primo viaggio in Iran, non mi fermai nella capitale, il rammarico fu enorme.<\/p>\n<p><strong>Teheran si trova a Nord<\/strong>, dominata dai <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Elburz\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">monti Elburz<\/a>. Negli ultimi decenni, ho letto, ha visto aumentare in maniera esponenziale il numero dei suoi abitanti, attirandone tantissimi dalle vicine province, soprattutto per motivi di lavoro. La capitale, tuttavia, sta davvero spopolando anche sotto l&#8217;aspetto turistico ed \u00e8 ormai facilmente raggiungibile dalla maggioranza degli aeroporti di tutta Europa.<\/p>\n<p>Abbandonata con estrema felicit\u00e0 la lunga e noiosa autostrada, <strong>mi accoglie un altrettanto lungo, noioso e lentissimo tratto di strada intasato da un traffico di veicoli che rientrano in citt\u00e0<\/strong>. Fatico a percorrere pi\u00f9 di dieci metri senza fermarmi. Sono praticamente fermo nel traffico e con le borse laterali sulla moto, non c\u2019\u00e8 via di uscita.<\/p>\n<p>Quasi due ore bloccato nel traffico. Arrivo in hotel, doccia e\u2026 solito taxi.<\/p>\n<p>Il <strong>centro della citt\u00e0<\/strong> \u00e8 caratterizzato da quartieri piuttosto popolari, un grande bazar e si sviluppa tendenzialmente intorno alla piazza intitolata all&#8217;Imam Khomeini.<\/p>\n<p>Il tassista costeggia anche <strong>la famosa Torre Milad<\/strong>, parte dello skyline di Teheran. Domani devo riuscire a farmi una foto qui con la mia moto prima di lasciare la citt\u00e0!<\/p>\n<p>Sveglia presto, foto di rito sotto la Torre Milad, con tanto di intervista dei TG locali e <strong>comincio pian piano ad avvicinarmi al confine turkmeno<\/strong>. Direzione <strong>Babolsar<\/strong>.<\/p>\n<p>Prevedo all\u2019incirca 230 Km all&#8217;arrivo.<\/p>\n<p>Entro in citt\u00e0 quasi all\u2019ora di pranzo, mi dirigo verso il mare cercando una strada tra i numerosissimi hotel che costeggiano le spiagge di Babolsar. Sembra quasi di essere in riviera romagnola se non fosse che in spiaggia, in acqua, tutti vestiti, donne da un lato e\u2026 uomini dall\u2019altro!<\/p>\n<p><strong>Babolsar fu un florido porto commerciale<\/strong> e durante il regno di Nadir Shah, la base della flotta iraniana sul Mar Caspio.<\/p>\n<p>Soster\u00f2 qui, in questa citt\u00e0 scelta come tappa insieme a Bojnurd, domani, prima di entrare in Turkmenistan. Circa 800 Km costeggiando gli ultimi tratti del Mar Caspio ed attraversando il <strong>Golestan National Park<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-12274 size-large\" src=\"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/moto-sulla-via-della-seta-ev-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/moto-sulla-via-della-seta-ev-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/moto-sulla-via-della-seta-ev-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/moto-sulla-via-della-seta-ev-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/moto-sulla-via-della-seta-ev-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/moto-sulla-via-della-seta-ev-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/moto-sulla-via-della-seta-ev.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giornata di Ferragosto. Un pensiero, una riflessione, un brivido: <strong>centonovanta Km e sar\u00f2 in Turkmenistan!<\/strong><\/p>\n<p>Risistemati io bagagli sulla moto riparto. Da Bojnurd alla frontiera Iran \u2013 Turkmenistan ci sono circa 140 Km, decido di partire presto, non conoscendo i tempi e le procedure doganali di questo, per me, nuovo paese, \u00e8 meglio non rischiare.<\/p>\n<p>Arrivato in frontiera, <strong>le faccende \u00abiraniane\u00bb fortunatamente si risolvono abbastanza velocemente<\/strong>. Mi riconsegnano il passaporto e mi indirizzano al primo cancello. Saluto l&#8217;Iran, cinque metri e l&#8217;anteriore della 1290 entra in Turkmenistan: adrenalina!!<\/p>\n<p>Le guardie turkmene sembrano abbastanza risolute ma, aim\u00e8, \u00e8 solo un&#8217;impressione.<\/p>\n<p>Parcheggia la moto, vai in banca per cambiare i dollari USA in valuta locale, controllo passaporto, paga il visto, circa CENTOTTANTAEURIII, rivai in un ufficio dove, molto cordialmente ti chiedono \u00abse\u00bb hai cinque dollari\u2026 per la mancia e vabb\u00e8.<\/p>\n<p>Insomma scorrono le ore, compila un modulo, timbrane un altro, ricontrolla qui ricontrolla li, sono un Turkmenistan. Lungo la strada incontro numerosi equipaggi partecipanti al Mongolia Rally, che figata, prima o poi\u2026 <strong>Scollinando da un suggestivo canyon<\/strong>, dall\u2019alto vedo una gigantesca \u00abmacchia bianca\u00bb a dominare il nulla: \u00e8 <strong>Ashgabat<\/strong>, la capitale turkmena.<\/p>\n<p>Entro in citt\u00e0, pieno centro. L&#8217;impatto \u00e8 da lasciare senza fiato. <strong>Tutto bianco!<\/strong><\/p>\n<p>Il marmo di Carrara ricopre le facciate di tutti gli edifici, tutto \u00e8 dipinto di bianco, si percepisce una cura di tutta la citt\u00e0 ed una perfezione ai limiti dell&#8217;assurdo e del maniacale. Ci sono donne in divisa munite di \u00abmocio\u00bb ed acqua a pulire le strisce pedonali, bisogna aggiungere altro?<\/p>\n<p>Giardini impeccabili, le auto? Tutte rigorosamente bianche, per legge!<\/p>\n<p>Tutta questa perfezione, quest\u2019ordine, non tardano a trasformare il loro fascino in una sorta oppressione. Passeggiando ti dicono che \u00e8 vietato fotografare, vietato fumare in pubblico, internet limitata ed i social interdetti. Dalle 23.00 in poi scatta il coprifuoco. <strong>Questo \u00e8 il prezzo da pagare per tutta questa \u00abbellezza\u00bb?<\/strong> Sar\u00e0!<\/p>\n<p>Dopo una doccia e la cena, decido di lasciare l&#8217;hotel per fare quattro passi e cercare una bella birra fresca.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 mi accoglie ancora semideserta nel suo ordine maniacale. Trovo un pub chiedendo informazioni ad una ragazza del posto che, unitasi a noi per una birra, ci racconta un p\u00f2 di questa stravagante <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/A%C5%9Fgabat\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ashgabat<\/a>. La serata trascorre piacevole e, dopo qualche birra, si ritorna in hotel.<\/p>\n<p>Sveglia presto anche stamattina, \u00e8 il 16 Agosto!<\/p>\n<p>Punto dritto al tanto blasonato <strong>suk di Ashgabat<\/strong>. Dicono vendano dell&#8217;ottimo caviale e della buonissima vodka. Un invito a nozze praticamente!<\/p>\n<p>Arrivo al mercato e, sorpreso, Ma neanche poi pi\u00f9 di tanto, tutto si palesa nel solito, entusiasmante, sbalorditivo, affascinante ma, soprattutto asfissiante, ordine!<\/p>\n<p>Dopo svariati \u00abassaggi\u00bb di prodotti tipici, offerti dai venditori del posto, provo a scattare qualche foto. Come non detto. <strong>Poliziotti in borghese mi bloccano e mi chiedono di cancellare tutto<\/strong>. Procedo senza contraddirli, non si sa mai!<\/p>\n<p>Insomma, fatte scorte di vodka, caviale e pane nero, utili alla serata che trascorrer\u00f2 al <strong>campo tendato allestito a Darwaza<\/strong>, torno in hotel, risistemo la moto e riparto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Da Ashgabat a Bukhara<\/h2>\n<p>Lasciato il mercato di Ashgabat, torno in hotel a recuperare la moto.<\/p>\n<p>Riparto insieme ad Alessandro e consapevoli che <strong>la strada che ci porter\u00e0 a Darwaza<\/strong>, circa 260 Km, sar\u00e0 <strong>nel bel mezzo del nulla<\/strong>, facciamo scorte d\u2019acqua e teniamo a portata di mano il fornello e la macchinetta del caff\u00e8 che da ormai tanti viaggi \u00e8 nostra fedele compagna.<\/p>\n<p>Lasciare la capitale turkmena non \u00e8 difficile vista la <strong>perfetta organizzazione delle strade<\/strong> e l\u2019inesistenza del traffico automobilistico.<\/p>\n<p>Imbocchiamo la A381, lunga ed unica strada che lascia la citt\u00e0 e ad attirare la nostra attenzione \u00e8 lo <strong>sfarzoso aeroporto di Ashgabat<\/strong>.<\/p>\n<p>Alla nostra sinistra il nuovo aeroporto che \u00e8 stato inaugurato il 17 settembre 2016 da parte del presidente del Turkmenistan \u00e8 caratterizzato da un design del terminal molto insolito, un enorme uccello bianco ad ali spiegate!<\/p>\n<p>Viaggiamo ad una media non superiore agli ottanta chilometri orari, inutile andar pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p><strong>Il caldo comincia a farsi sentire e come prevedibile<\/strong>, queste strade, questi luoghi, non offrono la possibilit\u00e0 di fermarsi ad un bar cos\u00ec, notiamo un piccolo edificio con un paio di vecchi ciclomotori parcheggiati e decidiamo di fare una sosta per godere di un filo d\u2019ombra. Non ho idea di cosa possa esserci in quella piccola struttura.<\/p>\n<p>Appena ci avviciniamo, si apre una porta dalla quale vengono fuori\u00a0 quattro persone, una sembra essere un militare. I tratti somatici ormai, cominciano ad essere marcatamente asiatici.<\/p>\n<p>Io ed Ale cerchiamo di porci in modo amichevole, con i militari non si sa mai. <strong>Salutiamo a gesti<\/strong>, portandoci la mano sul cuore prima di porgerla in segno di saluto, <strong>il gesto \u00e8 ricambiato<\/strong>.<\/p>\n<p>Riusciamo a far capire di essere italiani ma, pi\u00f9 che noi due per\u00f2, ad attirare l\u2019attenzione dei quattro, sono le nostre due moto, che vengono esaminate a fondo da occhi increduli.<\/p>\n<p>Decidiamo cos\u00ec, per <strong>ricambiare la cortesia di quell\u2019ombra offerta<\/strong>, di provvedere ad una piccola manutenzione dei mezzi dei nostri amici turkmeni. Fuori il WD40 ed il grasso spray per risistemare le catene dei loro vecchi mezzi! Pacche sulle spalle, qualche abbraccio e ci salutiamo.<\/p>\n<p>Il GPS finalmente indica la posizione del sentiero sterrato attraverso il quale si raggiunge il tanto famoso cratere noto ormai come \u00ab<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Porta_dell%27inferno\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Porta dell\u2019Inferno<\/a>\u00ab.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 ancora il sole a nascondere lo spettacolo di luce che si paleser\u00e0 poco dopo il tramonto. Sistemo le mie cose nella tenda assegnatami nel campo attrezzato e mi avvio a piedi verso il cratere percorrendo poche decine di metri.<\/p>\n<p>L\u2019odore del gas comincia ad essere forte, <strong>aumenta anche il calore<\/strong> emanato da questa gigantesca \u00abstufa\u00bb a cielo aperto. Certo, in tanti provano a spoetizzare questo posto, raccontandone la presunta banalit\u00e0 delle sue origini, intanto il sole cala ed il tramonto, gi\u00e0 di suo, in questo deserto \u00e8 fantastico.<\/p>\n<p>Immaginate poi con l\u2019arancio fuoco dell\u2019enorme braciere che contribuisce ad illuminare il tutto. <strong>Sono in estasi<\/strong>, senza parole, <strong>uno spettacolo davanti<\/strong>.<\/p>\n<p>Mi volto, cercando con lo sguardo la mia moto, la trovo e tra me e me penso \u00abG\u00ec, ma che figata stai facendo!?\u00bb.<\/p>\n<p>Calato il sole, la cena ci attende. Agnello e pollo alla brace, verdure, riso. Ottimo! L\u2019apoteosi per\u00f2 \u00e8 il finale a base di pane nero, caviale e vodka, che avevamo comprato ad Ashgabat.<\/p>\n<p>Il mio cuore avr\u00e0 una notte memorabile in pi\u00f9 da ricordare e raccontare. <strong>Vado a dormire felice<\/strong>.<\/p>\n<p>Inesorabilmente la sveglia mattutina \u00e8 all\u2019alba, quando dormo in tenda \u00e8 sempre cos\u00ec. Una veloce colazione e mi rimetto in viaggio, <strong>dirigendomi verso il confine tra Turkmenistan ed Uzbekistan<\/strong>.<\/p>\n<p>Il passaggio in frontiera si rivela, come prevedibile, lento e noioso ma superiamo anche questo. <strong>Sono in Uzbekistan.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Per raggiungere Khiva<\/strong> bisogna costeggiare il confine con il Turkmenistan.<\/p>\n<p>Khiva era la <strong>capitale carovaniera uzbeka<\/strong>, ricca di monumenti che ne testimoniano l\u2019importanza strategica nei traffici commerciali sulle rotte della Via della Seta, ha un aspetto molto curato.<\/p>\n<p>Pulita ed ordinata ad oggi \u00e8 meta turistica decisamente importante, il suo centro storico \u00e8 ormai un museo a cielo aperto nel quale \u00e8 possibile visitare tutti i monumenti. Ora gli alberghi hanno il Wi-Fi, i ristoranti vendono boccali di birra e gli artigiani spediscono i loro prodotti di legno in tutti le parti del mondo, ma basta varcare le mura di fango che racchiudono la citt\u00e0 vecchia per ritornare all\u2019epoca in cui a governare c\u2019erano emiri col turbante, cos\u00ec attaccati alle origini mongole da conservare nel cortile del palazzo la \u00abyurta reale\u00bb.<\/p>\n<p>Le colonne di legno intarsiato sono ancora al loro posto, come i vicoli sabbiosi, le cupole azzurre, le piastrelle smaltate. L&#8217;atmosfera da ultima frontiera, pi\u00f9 forte che mai.<\/p>\n<p>La giornata trascorre percorrendo in lungo ed in largo i bei vicoletti del centro storico ed acquistando qualche souvenir. Io ed Ale ne approfittiamo per bere un paio di birre, consumando delle squisite mandorle salate nei pressi della bella piazza che circonda la grande fontana. Alla sera ottima cena in un ristorante tipico e come ormai da tradizione tanta vodka!<\/p>\n<p>Il mattino seguente, dopo un <strong>lungo trasferimento di circa 500 Km<\/strong> su una strada che attraversa il deserto di Kyzylkum, <strong>si arriva a Bukhara<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;albergo, si trova nel quartiere ebraico, poco distante dal centro storico al quale si arriva sbucando direttamente nella piazza Lyabi-Hauz, il centro vitale della citt\u00e0.<\/p>\n<p>La piazza \u00e8 caratterizzata da una grande vasca usata in passato per l&#8217;approvvigionamento idrico ed \u00e8 circondata da due belle scuole coraniche e da un edificio di Khanaka dove trovavano alloggio i Dervisci erranti.<\/p>\n<p>Bukhara si mostra in maniera diversa da Khiva. Gli abitanti di non hanno ceduto la citt\u00e0 ai turisti e continuano a viverla e questo la rende viva e dinamica. La piazza infatti, solitamente \u00e8 piena di famiglie che passeggiano ed i\u00a0 turisti sono sempre ospiti ben accetti.<\/p>\n<p>Tanti sono i monumenti da visitare, alcuni che risalgono al IX &#8211; X secolo, tutti realizzati con i mattoni di fango caratteristici della regione.<\/p>\n<p>I giorni trascorrono intensi e ricchi di emozioni.<\/p>\n<p>Il mio cavallo a motore domani mattina avr\u00e0 da percorrere altri numerosi Km sulla via della seta&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Luigi<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Viaggio in moto sulla <a href=\"https:\/\/www.77roads.com\/es\/tour\/samarcanda-in-moto-seta-pura\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Via della seta<\/a> &#8211; Samarcanda in moto<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viaggio in moto sulla Via della seta: Tutto \u00e8 pronto, moto lavata, tagliandata e con gomme nuove, bagaglio (poco) caricato: si parte! 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