{"id":1902,"date":"2020-04-13T18:48:09","date_gmt":"2020-04-13T17:48:09","guid":{"rendered":"https:\/\/2025.77roads.com\/?p=1902"},"modified":"2022-05-18T15:41:50","modified_gmt":"2022-05-18T13:41:50","slug":"israele-in-moto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/blog\/israele-in-moto\/","title":{"rendered":"TERRA SANTA\u2026 cos\u00ec la chiamano &#8211; Israele in moto"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\">TERRA SANTA\u2026 cos\u00ec la chiamano &#8211; Israele in moto<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>TERRA SANTA\u2026 cos\u00ec la chiamano &#8211; Israele in moto: Tutto comincia quando Dubi, patron di bikelife.co.il, ci invita a visitare il suo paese concedendoci in uso una delle moto del suo parco veicoli; fra i mille impegni e partenze riusciamo a trovare una settimana\u2026 partiamo da Fiumicino e in meno di tre ore e mezzo atterriamo all\u2019aeroporto internazionale \u201cBen Gurion\u201d di Tel Aviv. Sui nostri passaporti c&#8217;\u00e8 un recente visto iraniano perci\u00f2 l\u2019usuale colloquio di arrivo \u00e8 abbastanza meticoloso anche se niente di drammatico, una mezz\u2019ora e ci rilasciano il visto d\u2019ingresso. In Israele la settimana lavorativa inizia la domenica, il venerd\u00ec pomeriggio tutto si ferma per ventiquattro ore e riprende pigramente il sabato sera dopo il tramonto. E\u2019 sabato\u2026 Shabbat: tutto chiuso, trasporti pubblici compresi!<br \/>\nMa Tel Aviv \u00e8 una citt\u00e0 laica, la chiamano la \u00abcitt\u00e0 che non dorme mai\u00bb. La prima sera \u00e8 baldoria nell\u2019animato quartiere dell\u2019antico porto commerciale, Jaffa, dove \u00e8 veramente divertente perdersi per le strette strade dell\u2019antico bazar popolato da caff\u00e8 e locali di tendenza.<\/p>\n<p>La mattina successiva, domenica, tutto si \u00e8 riattivato e possiamo prendere possesso della moto promessa, un\u2019Africa Twin nuovissima. Dirigiamo a nord, il traffico in uscita \u00e8 molto simile alla tangenziale di Milano nell\u2019ora di punta con solo l&#8217;aggiunta di sonorit\u00e0 tipiche Medio Orientali, i mille clacson, in uno skyline ultramoderno. La prima sosta-caff\u00e8, turco come si beve da queste parti, la facciamo sul lungomare della nuova Cesarea, dopo la visita del sito archeologico e delle imponenti rovine dell\u2019antica capitale romana della provincia di Giudea.<br \/>\nAncora pochi chilometri sulla statale 4 in direzione nord, attraverso una delle zone pi\u00f9 densamente popolate e trafficate della nazione e saliamo sulle pendici del monte Carmelo da dove si ammira lo splendido panorama sul golfo di Haifa. Dopo la ripida discesa verso il mare visitiamo i giardini terrazzati e il santuario Bahai.<br \/>\nRiprendiamo la strada e in mezz\u2019ora arriviamo all\u2019odierna Akko, da noi conosciuta come S.Giovanni d\u2019Acri; la vecchia cittadella ha possenti mura e affascinanti reminiscenze crociate, passeggiare per i suq profumati di spezie e mare \u00e8 un\u2019esperienza unica e imperdibile.<\/p>\n<p>A pochi chilometri dal confine libanese deviamo verso est, sulla 899 e poi sulla 8993: alture, boschi, piacevoli scorci e deserte strade tortuose dal fondo perfetto ci portano indietro nel tempo, anche se soltanto al Duemila, quando le Nazioni Unite, con la creazione della cosiddetta \u201cLinea Blu\u201d delimitarono il confine fra Libano e Israele. La paura di aggressioni e attentati ancora si avverte negli alti recinti e cancellate che proteggono i villaggi di frontiera, il cielo grigio e la leggera pioggia che cade sommati al filo spinato arrugginito cominciano ad angosciarci, acceleriamo il passo e ritorniamo sulla strada principale alla volta della Riserva Naturale del monte Hermon, dove nasce il fiume Giordano, in questo periodo affollata stazione sciistica del Golan; lungo la strada ci incuriosisce un segnale turistico, torniamo indietro e prendiamo la deviazione per il parcheggio de \u201cNimrod fortress National Park\u201d, un castello medievale su uno strapiombo impressionante dal quale si gode un bel panorama.<\/p>\n<p>Ci colpiscono il gran numero di giovani donne in gravidanza e ci inquietano i molti ragazzi in mimetica armati di fucile mitragliatore e smartphone alle fermate degli autobus, il servizio militare \u00e8 obbligatorio e dura due anni, dopo un po&#8217; ci si fa l\u2019abitudine\u2026 \u00a0dopo aver lambito anche il confine siriano decidiamo, anche per sfuggire alla pioggia, di indirizzare le ruote verso sud.<br \/>\nNiente da segnalare fino ai duecento metri sotto il livello del mare della depressione del Mar di Galilea anche detto lago di Tiberiade, un vasto bacino di acqua dolce sulle sponde del quale si alternano luoghi di pellegrinaggio, parchi archeologici e decadenti, almeno alla fine di febbraio, centri di villeggiatura.<\/p>\n<p>Proseguiamo verso sud seguendo l\u2019ampia e fertile valle del Giordano sulla statale 90, coltivazioni intensive di verdure, ortaggi e frutta ovunque, quasi non ci accorgiamo di essere entrati nei Territori Palestinesi se non per un disabitato e vetusto posto di frontiera presidiato da un solitario armato. Il paesaggio non muta, solamente si incontrano molte pi\u00f9 auto malmesse e si avverte un \u201csapore\u201d arabo diffuso, non sono accettate carte di credito, qui dobbiamo usare il contante, nel resto del paese nessun problema, 1 Shekel corrisponde a 25 centesimi di Euro, la benzina costa intorno a 7 Shekel, la numero 6 \u00e8 l\u2019unica autostrada che prevede il pagamento di un pedaggio ma si pu\u00f2 evitare facilmente; in generale il costo della vita \u00e8 molto alto, sembra di essere in Islanda!<\/p>\n<p>Continuando verso sud, al crocevia che indica da una parte il valico di frontiera con la Giordania e dall\u2019altra Jericho, decidiamo per quest\u2019ultima, considerata una delle citt\u00e0 pi\u00f9 antiche del mondo e la cui visita si rivela molto interessante, attenzione, qui i cittadini israeliani non sono ammessi, ma i siti storici e quelli meta di pellegrinaggio hanno parcheggi custoditi e valgono sicuramente la pena, la popolazione \u00e8 abituata ai turisti, noi ci fermiamo per un caff\u00e8 da un signore che dalla sua bottega di barbiere si sbraccia e urla ripetutamente \u00abyou are welcome\u00bb; il caff\u00e8 non \u00e8 cos\u00ec buono ma fa sempre piacere scambiare due chiacchiere, in uno stentato inglese, con chi vive o meglio sopravvive nei luoghi che attraversiamo guidando\u2026 evitiamo accuratamente qualsiasi commento di carattere politico.<\/p>\n<p>Dalla periferia nord prendiamo una strettissima strada che risale uno spettacolare canyon e ci conduce alle porte di Gerusalemme, parcheggiamo e ci affidiamo ad una guida per la visita della citt\u00e0 considerata il cuore delle tre grandi religioni monoteiste, il cuore della \u201c<a href=\"https:\/\/www.77roads.com\/es\/tour\/israele-in-moto-terra-santa\/\">Terra Santa<\/a>\u201d; inutile dire che non sarebbe abbastanza una vita per conoscere quello che questa citt\u00e0 ha da offrire, si respira storia e misticismo in ogni strada e pietra della citt\u00e0 vecchia.<br \/>\nRitorniamo verso il Mar Morto e dopo aver galleggiato, a pagamento, sulle sue acque, continuiamo verso mezzogiorno, una sosta nell\u2019affollatissima oasi di Ein Gedi per vedere le famose cascate e poi ancora a sud. Questa prima parte dell\u2019anno \u00e8 stata particolarmente piovosa e lo spettacolo \u00e8 grandioso! Sono stato molte volte sono sulle sponde giordane di questo mare ma mai il livello dell\u2019acqua era cos\u00ec alto e le distese bianche di sale cos\u00ec splendenti, \u00e8 veramente fantastico.<br \/>\nPochi chilometri e saliamo, con la funivia, all\u2019antica e fascinosa fortezza di Masada.<\/p>\n<p>Continuiamo sulla 90 e finalmente, dopo un paio di insediamenti turistici super lusso, troviamo una stazione di servizio, non ne avevamo pi\u00f9 trovate da Gerusalemme; continuiamo a dirigere a sud immersi nei panorami incredibili che il deserto del Negev regala; un piacevole break lo facciamo al \u201cKm 101\u201d (da Eilat), una malmessa area di sosta gestita da una piccola e ospitale comunit\u00e0 vagamente hippie, indicibili le poche parole di italiano che i ragazzi si affannano a ripeterci, ridiamo insieme e ci beviamo un caff\u00e8 solubile.<\/p>\n<p>Le distanze da coprire sono sempre brevi, Israele \u00e8 paragonabile, per estensione, alla nostra regione Puglia.<br \/>\nQualche chilometro all\u2019interno rispetto alla strada principale e raggiungiamo il <a href=\"http:\/\/www.parktimna.co.il\/en\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Timna National Park<\/a>, una delle mete principali di questo viaggio in moto in Israele nel deserto del <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Deserto_del_Negev\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Negev<\/a>.<br \/>\nUna volta acquistato il biglietto d\u2019ingresso al centro visite con organizzatissimo shop, ristoro e interessante museo multimediale sulla storia delle miniere e dell\u2019estrazione millenaria del rame in questa zona (fin dagli antichi egizi), risaliamo in sella alle moto e ci inoltriamo nel parco seguendo le perfette strade sterrate che ci portano a visitare, a volte aggiungendo qualche minuto di passeggiata, molti siti naturalistici spettacolari, archi e formazioni rocciose bizzarre, antiche miniere e cave e addirittura un lago; guidare immersi in questi incredibili scenari che al tramonto prendono tutte le sfumature di colore immaginabili, dal giallo al rosso e all\u2019arancio con riflessi ocra, bronzo e oro, \u00e8 veramente molto divertente e appagante.<\/p>\n<p>L\u2019ideale sarebbe, avendo tempo, programmare un paio di giorni di permanenza per esplorare con calma questa spettacolare vallata, magari nel campeggio spartano e decoroso che c&#8217;\u00e8 sulle sponde del lago.<br \/>\nRiprendendo la 90 in direzione sud, dopo una ventina di chilometri arriviamo sulle sponde del Mar Rosso, a Elat, una sorta di mix in miniatura tra Miami e Las Vegas, una stazione balneare di gran moda fra i giovani israeliani dove \u00e8 d&#8217;obbligo prendere un drink o, stagione permettendo, farsi un tuffo nelle calde acque del golfo di Aqaba in una delle numerose spiagge attrezzate della riserva naturale con la sua splendida barriera corallina.<\/p>\n<p>Raggiunto il punto pi\u00f9 meridionale dello stato, al confine con l\u2019Egitto, imbocchiamo la strada 12 in direzione nord, lungo il confine. Il deserto \u00e8 onnipresente, i paesaggi lasciano senza fiato, l\u2019asfalto \u00e8 perfetto e gli ampi curvoni che seguono l\u2019andamento di canyon e fiumi asciutti rendono la guida esaltante&#8230; bello, molto bello!<br \/>\nAnnotiamo per il futuro la breve escursione che permette la visita del Red Canyon, uno spettacolare, strettissimo e profondo letto scavato da un torrente millenario.<\/p>\n<p>Abbandoniamo la route 12 per la 40 e iniziamo a salire dolcemente percorrendo una meravigliosa strada che porta agli ottocento metri slm della cittadina di Mitzpe Ramon, affacciata su di una vasta depressione meglio conosciuta come \u201c<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cratere_Ramon\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">cratere di Ramon<\/a>\u201d, una formazione geologica di natura carsica che offre di giorno paesaggi lunari sorprendenti ed onirici, di notte un&#8217;incredibile distesa di stelle.<br \/>\nUsciti dall\u2019affascinante regione del Negev rientriamo a Tel Aviv per concludere questa esaltante settimana. Il contachilometri segna poco pi\u00f9 di duemila chilometri.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Massimo<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"https:\/\/www.77roads.com\/es\/tour\/israele-in-moto-terra-santa\/\">Israele<\/a> in moto<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TERRA SANTA\u2026 cos\u00ec la chiamano &#8211; Israele in moto &nbsp; TERRA SANTA\u2026 cos\u00ec la chiamano &#8211; Israele in moto: Tutto comincia quando Dubi, patron di bikelife.co.il, ci invita a visitare il suo paese concedendoci in uso una delle moto del suo parco veicoli; fra i mille impegni e partenze riusciamo a trovare una settimana\u2026 partiamo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":12271,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[68],"tags":[],"class_list":["post-1902","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1902","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1902"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1902\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12271"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1902"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1902"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1902"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}