{"id":1922,"date":"2020-05-09T16:15:05","date_gmt":"2020-05-09T15:15:05","guid":{"rendered":"https:\/\/2025.77roads.com\/?p=1922"},"modified":"2025-06-30T08:47:26","modified_gmt":"2025-06-30T06:47:26","slug":"un-viaggio-che-vale-un-peru-in-moto-dal-pacifico-alle-ande","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/blog\/un-viaggio-che-vale-un-peru-in-moto-dal-pacifico-alle-ande\/","title":{"rendered":"Diario di viaggio in moto in Per\u00f9: itinerario e consigli di 77Roads"},"content":{"rendered":"<p>In moto dal Pacifico alle Ande: parto dall\u2019Italia in pieno inverno, a Milano piove e ci sono 2 gradi, ma ho un sorriso ebete stampato sulle labbra\u2026 <strong>vado in <\/strong><strong>Sud America<\/strong>,\u00a0atterro a Lima, <strong>l\u00ec \u00e8 piena estate!<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Dall\u2019Italia al caldo di Lima: inizia l&#8217;on the road in Per\u00f9<\/h2>\n<p>Nel bagaglio da stiva imbarco il mio solito tubo Amphibious 80 litri con tutto <strong>il mio equipaggiamento<\/strong>: <strong>casco<\/strong>, <strong>stivali<\/strong>, <strong>guanti<\/strong>, <strong>giacca e pantaloni<\/strong>. Mi aspettano un paio di settimane per esplorare il\u00a0<a class=\"docs-creator\" href=\"https:\/\/www.77roads.com\/es\/tour\/peru-a-capodanno-in-moto\/\">Per\u00f9 in moto<\/a>. Dopo una ventina di ore e uno scalo a Madrid atterro all\u2019aeroporto internazionale <strong>Jorge Chavez<\/strong> di Lima, i gradi sono ventisette e il sole splende! La capitale peruviana \u00e8 una metropoli di quasi dieci milioni di abitanti e il suo traffico \u00e8 impossibile; fondata dal conquistador spagnolo Francisco Pizarro nel 1535, conserva ancora, nel suo centro storico, numerose vestigia dell\u2019era coloniale che le hanno valso il riconoscimento di sito patrimonio dell\u2019UNESCO. Nel <strong>giorno di riposo<\/strong> dedicato allo smaltimento del fuso orario <strong>gironzolo per il centro fra la Plaza Mayor<\/strong> e i numerosi palazzi nobiliari celebri per i loro \u201cbalconi\u201d in legno. Passo la serata passeggiando fra i locali del Barranco, animato quartiere della citt\u00e0 nuova affacciato a strapiombo sull\u2019oceano Pacifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a class=\"vediBook docs-creator\" title=\"Per\u00f9-dal-pacifico-alle-ande\" href=\"https:\/\/www.77roads.com\/es\/tour\/dal-pacifico-ande-peru-in-moto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dal Pacifico alle Ande \u2013 Per\u00f9 in moto<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Sulla Panamericana: dune, oceano e vita di strada<\/h2>\n<p><strong>La mattina successiva<\/strong>, appena ho preso possesso della moto, dirigo a sud e, avvolto dalla nebbia e con un tasso di umidit\u00e0 da record, percorro la Statale 1,<strong> la celebre Carretera Panamericana<\/strong>; la strada corre lungo l\u2019oceano e separa le alte dune dalle spiagge infinite; il paesaggio, a dire il vero un po\u2019 monotono, \u00e8 animato solo dalle variopinte insegne che consigliano pi\u00f9 o meno scalcinate localit\u00e0 turistiche dai piani regolatori discutibili.<\/p>\n<p><strong>Entrato nella Regione di Ica<\/strong>, lo scenario muta: si moltiplicano all\u2019infinito filari di vigneti per la produzione di <strong>vino<\/strong> e <strong>Pisco<\/strong>, l\u2019acquavite divenuta bevanda nazionale; nell\u2019omonima citt\u00e0 inizio la mia relazione morbosa con il <strong>ceviche,<\/strong>\u00a0nient&#8217;altro che pesce o frutti di mare crudi marinati nel limone conditi con peperoncino e coriandolo e serviti con patate e cipolle\u2026 <strong>uno spettacolo<\/strong>! Le cebicherie si trovano ovunque in sud America sulla costa del Pacifico, che si tratti di baracche sulla strada o ristoranti eleganti con vista, il risultato non cambia, il pesce \u00e8 freschissimo e le porzioni sono sempre molto abbondanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Dall\u2019oasi di Huacachina alle linee di Nazca<\/h2>\n<p><strong>Proseguo per una ventina di chilometri<\/strong> ed arrivo alla <strong>baia di Paracas e alle sue spiagge rosse<\/strong>, dal porto partono le escursioni per le <strong>isole Ballestas<\/strong>, una sorta di Galapagos peruviane, poco pi\u00f9 di un pugno di scogli abitati da decine forse centinaia di specie diverse di ogni sorta di animale marino; <strong>al ritorno mi commuovo<\/strong> alla vista del \u201ccandelabro\u201d, una grande incisione geroglifica che anticipa le pi\u00f9 note<strong> linee di Nazca<\/strong>. Continuo verso Mezzogiorno, la Panamericana devia verso l\u2019interno e il cuore della regione, le aziende vinicole sono ovunque ma io <strong>sono diretto all\u2019oasi di Huacachina<\/strong>, un piccolo villaggio alla periferia di Ica sorto intorno ad una laguna ombreggiata da palme e circondata da imponenti ed altissime dune. Certamente la destinazione \u00e8 \u201cturistica\u201d e un po\u2019 artificiale ma i vari tour nel deserto a disposizione sono spettacolari e al tramonto i colori sono fantastici; con la dovute proporzioni e cautele, la zona mi ricorda il Fezzan e i laghi Ubari in Libia.<\/p>\n<p><strong>Ancora 150 Km di moto<\/strong> e cambio il casco con le cuffie e il DR 650 con un Cessna 172 \u2026 <strong>sono al piccolo aeroporto turistico di Nazca<\/strong>, un polveroso avamposto in mezzo al niente privo di qualsiasi attrattiva se non quella della prossimit\u00e0 alla misteriose e celebri linee, giganteschi disegni tracciati dall\u2019uomo pi\u00f9 di duemila anni fa e visibili chiaramente solo dall\u2019alto.<\/p>\n<p>Il <strong>volo \u201cacrobatico\u201d<\/strong> dura una mezz\u2019ora e costa un centinaio di dollari, imperdibile!<\/p>\n<p>Lungo la Statale 1 i distributori di benzina non sono molto frequenti, generalmente sono in grandi aree dove si pu\u00f2 trovare di tutto: officine, gommisti, piccoli negozi e ristoranti (ognuno specializzato in una sola pietanza); <strong>ovunque si trova la birra pi\u00f9 diffusa, la Cusquena.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Tra sterrati andini e canyon: salite a 4.000\u202fm e la magia del Colca<\/h2>\n<p>La <strong>Carretera<\/strong> <strong>corre a volte in alto sulla scogliera<\/strong>, altre al livello del mare a poca distanza dalla battigia; <strong>il sound del mono Suzuki diventa ipnotico<\/strong> quasi come un mantra, il paesaggio lunare che mi circonda mi affascina, solo viaggiando in moto provo sensazioni cos\u00ec forti, un cos\u00ec profondo senso di libert\u00e0. <strong>Dopo quasi<\/strong> <strong>novecento chilometri<\/strong> di Oceano piego verso l\u2019interno e dopo poco prendo la 109 verso nord, l\u2019asfalto cede presto il passo ad una bella pista che attraversa alcuni insediamenti minerari e attacca decisamente le prime propaggini delle Ande,<strong> lo sterrato si fa pi\u00f9 impegnativo mano mano che si sale<\/strong>, anche respirare \u00e8 pi\u00f9 faticoso, peccato per la fredda pioggerellina e la nebbia che mi avvolgono fino al passo a oltre quattromila metri, intorno vulcani, picchi innevati e per un centinaio di chilometri un bellissimo silenzio e una solitudine beata. <strong>L\u2019asfalto ricomincia dopo una discesa animata da<\/strong> <strong>cactus <\/strong>e<strong> terre rosse<\/strong>, all\u2019ingresso del Colca, uno dei <strong>canyon<\/strong> pi\u00f9 profondi e spettacolari del mondo e punto privilegiato per l\u2019osservazione del volo dei maestosi <strong>condor<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Faccio sosta obbligata alle terme<\/strong> poco distanti da <strong>Chivay<\/strong>, la cittadina pi\u00f9 animata della zona e l\u2019unica con un distributore di benzina; gli standard sono sicuramente distanti da quelli europei ma dopo ore e ore di guida di moto cosa ci pu\u00f2 essere di migliore che sguazzare nell\u2019acqua calda con un gran bel panorama che mi circonda, quando inoltre fuori \u00e8 freddo?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Arequipa, la \u201cCiudad Blanca\u201d: architettura, storia e atmosfera<\/h2>\n<p><strong>La tappa successiva \u00e8 Arequipa<\/strong>, la citt\u00e0 bianca, <strong>150 Km di una strada dalla bellezza mozzafiato<\/strong>, in tutti i sensi! Si guida costantemente oltre i quattromila metri con tratti a poco meno di cinquemila tra <strong>altopiani desertici<\/strong>, <strong>pampas<\/strong>, <strong>vulcani,<\/strong> minuscoli <strong>villaggi<\/strong> con le pubblicit\u00e0 dei candidati alle elezioni a sindaco o di una bibita energetica dipinte a lettere cubitali direttamente sulle pareti delle povere case a un piano. Le soste per un mate de coca bollente si moltiplicano, il freddo e l\u2019altitudine si fanno sentire, sempre l\u2019accoglienza \u00e8 calorosa anche se il mio e il loro spagnolo sono stentati; qui si parla quechua, ma ci capiamo lo stesso, e poi quando dico che vengo dall\u2019Italia\u2026 i sorrisi sdentati e le esclamazioni di stupore mi scaldano il cuore.<\/p>\n<p><strong>Avvicinandomi<\/strong> <strong>a<\/strong>\u00a0<strong>\u201cCiudad Blanca<\/strong>\u201d il traffico si moltiplica esponenzialmente, diventa impossibile a ridosso del centro storico, anche in moto si fatica\u2026<br \/>\nOgni strada del classico reticolato ortogonale tipico delle citt\u00e0 coloniali \u00e8 abbellita da antichi palazzi nobiliari dagli imponenti portali in legno abilmente intagliato, intorno alla <strong>Plaza des Armas<\/strong> se ne contano a decine; trovo molto interessante<strong> la visita del<\/strong> <strong>Monastero <\/strong>di <strong>Santa Catalina<\/strong> e salire fra le antiche case in pietra e perdermi per le le stradine acciottolate fino \u201c<strong>al mirador<\/strong>\u201d, un punto panoramico sulle Ande e sulla campagna circostante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Verso Puno e il Lago Titicaca: isolette galleggianti e sapori quetchua<\/h2>\n<p><strong>Dovendomi dirigere ad est<\/strong>, verso <strong>Puno<\/strong> e il <strong>lago Titicaca<\/strong>, <strong>ho<\/strong> <strong>pi\u00f9 di un\u2019alternativa<\/strong> per attraversare la \u201cReserva Nacional de Salinas y Aguada Blanca\u201d: percorrere interamente la 34A, tutta strada asfaltata oppure prendere la 109 e poi deviare dove il \u201cripio\u201d abbonda. Neanche a dirlo decido per la seconda, l\u2019opzione sterrato. <strong>Faccio il pieno e parto di buonora<\/strong>, mi aspettano poco meno di <strong>300 Km<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>paesaggi stupefacenti<\/strong> popolati da <strong>alpaca<\/strong>, <strong>vigogne<\/strong>, <strong>lama, guanachi;<\/strong> un altopiano sterminato a quattromila e trecento metri \u201cdipinto\u201d a strisce rosse, viola, gialle, verdi, interrotte solamente dalle scure sagome dei vulcani che sembrano a guardia della magia e della tranquillit\u00e0 della regione; ritorno sulla 34A e poi svolto sulla 122, <strong>arrivo a Puno<\/strong> dall\u2019alto. <strong>Il lago Titicaca<\/strong> \u00e8 immenso.<\/p>\n<p><strong>Il giorno dopo dedico l\u2019intera giornata alla visita delle comunit\u00e0 degli Uros<\/strong>, un popolo che vive su isole artificiali, e alla splendida Taquile, intanto mi rilasso passeggiando per la citt\u00e0 capitale del folclore peruviano vagando da una bottega artigiana all\u2019altra, un <strong>pisco sour<\/strong> come aperitivo e poi una<strong> zuppa di quinoa<\/strong> seguita da un classico<strong> lomo saltado<\/strong> sono la mia cena ma avrei potuto gustare una trota oppure un cuy arrosto sempre accompagnato da una delle tremila, s\u00ec tremila, qualit\u00e0 di patata, di ogni colore e forma immaginabili.<\/p>\n<p><strong>La mattina successiva<\/strong> dirigo le ruote della moto a nord tra coltivazioni e minuscoli villaggi rurali e ancora una bellissima strada che mi porta ai cinquemila metri del passo che una volta superato mi conduce dolcemente nella <strong>valle del Rio Huatanay<\/strong> e a <strong>Cusco<\/strong>, l\u2019ombelico del mondo e dell\u2019impero Inca. <strong>Lungo il percorso<\/strong>, affascinato dal blu del cielo, non posso non fermarmi a <strong>Pukar\u00e0<\/strong>, una cittadina dove \u00e8 possibile visitare un piccolo museo ma soprattutto famosa per avere i tetti \u201cpopolati\u201d da piccoli tori in ceramica, prendo \u201c<strong>torito<\/strong>\u201d portafortuna per portarmelo a casa! <strong>Cusco \u00e8 strabiliante<\/strong>, i suoi mercati coperti sono <strong>densi di<\/strong> <strong>umanit\u00e0<\/strong>, colori, radici, erbe, curatrici, sciamani, venditori di succhi e spremute di tutti i colori e sapori, sacchi di foglie di coca, farine multicolori, rimedi naturali per ogni malessere, tessuti variopinti, animali vivi e cucinati\u2026 tutto viene trattato e contrattato al cospetto di millenarie mura ciclopiche che ricordano, nelle loro lavorazioni, la raffinatezza di un popolo figlio del Sole e devoto alla Madre Terra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Opinioni Per\u00f9 in moto<\/h2>\n<p><strong>Riconsegno e ringrazio di cuore il<\/strong> <strong>DR 650<\/strong>, perfetto con il suo 21 anteriore per gli sterrati andini, forse un po\u2019 scomodo e fiacco oltre i tremila e cinquecento metri ma economico e affidabile; preparo il bagaglio, lo lascio in un deposito e mi aggrego a una guida turistica per l\u2019escursione al <strong>Machu Picchu<\/strong>\u2026 non ci sono parole per descrivere l\u2019emozione e la <strong>sensazione di spiritualit\u00e0<\/strong>, un\u2019emozione talmente forte che non \u00e8 mutata neanche le volte successive che ho avuto la fortuna di salire fino a l\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Ho guidato per una decina di giorni<\/strong>, il clima \u00e8 stato quasi sempre buono, costantemente umido con qualche giornata di pioggia nei tratti andini, le temperature sono andate dai quattro ai trenta gradi, ho percorso poco pi\u00f9 di <strong>duemila chilometri<\/strong>. Dire che sono stato benissimo\u2026 mi pare assai riduttivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Se ti interessa il nostro tour in Per\u00f9, guarda il programma e le quote <a href=\"https:\/\/www.77roads.com\/es\/tour\/dal-pacifico-ande-peru-in-moto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">QUI<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In moto dal Pacifico alle Ande: parto dall\u2019Italia in pieno inverno, a Milano piove e ci sono 2 gradi, ma ho un sorriso ebete stampato sulle labbra\u2026 vado in Sud America,\u00a0atterro a Lima, l\u00ec \u00e8 piena estate! &nbsp; Dall\u2019Italia al caldo di Lima: inizia l&#8217;on the road in Per\u00f9 Nel bagaglio da stiva imbarco il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":12262,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[68],"tags":[],"class_list":["post-1922","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1922","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1922"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1922\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16514,"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1922\/revisions\/16514"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12262"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1922"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1922"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1922"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}