{"id":891,"date":"2022-04-25T18:03:57","date_gmt":"2022-04-25T16:03:57","guid":{"rendered":"https:\/\/2025.77roads.com\/?post_type=product&#038;p=891"},"modified":"2026-05-15T18:33:50","modified_gmt":"2026-05-15T16:33:50","slug":"sud-sud-est-un-viaggio-italiano","status":"publish","type":"product","link":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/tour\/sud-sud-est-un-viaggio-italiano\/","title":{"rendered":"Sud Sud Est &#8211; Un viaggio italiano"},"content":{"rendered":"<p>Sud Sud Est\u00a0 &#8211; un bel \u201cgiro d\u2019Italia\u201d su e gi\u00f9 per l\u2019Appennino, dal Tirreno allo Ionio, all\u2019Adriatico; innumerevoli siti dichiarati dall\u2019UNESCO patrimonio dell\u2019umanit\u00e0, tappe brevi e rilassate con tutto il tempo per godersi la vita, la strada e le soste, zone sicuramente gi\u00e0 viste ed altre che saranno piacevoli sorprese, un viaggio in moto in Italia perfetto per questa estate \u201ccasalinga\u201d.<\/p>\n<p><b>Lucca<\/b>:\u00a0Lucca \u00e8 una delle principali citt\u00e0 d\u2019arte d\u2019Italia, celebre anche al di fuori dei confini nazionali soprattutto per la sua intatta cinta muraria del XV-XVII secolo, che descrive un perimetro di 4.223 m circa intorno al nucleo storico della citt\u00e0 e ne fa uno dei 4 capoluoghi di provincia Italiani ad avere una cerchia muraria rinascimentale intatta, assieme a Ferrara, Grosseto e Bergamo; la stessa cerchia, trasformata gi\u00e0 a partire dalla seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento in piacevole passeggiata pedonale, risulta a tutt\u2019oggi come una delle meglio conservate in Europa, in quanto mai utilizzata nei secoli passati a scopo difensivo (Da notare il fatto che fino ai primi anni novanta del 900, le mura erano utilizzate \u2013 grazie alle dimensioni notevoli della carreggiata \u2013 come un vero e proprio viale di circonvallazione per il traffico, anche pesante, intorno alla citt\u00e0, unico esempio al mondo di cinta muraria di queste dimensioni e con questa utilizzazione).<br \/>\nDi conseguenza anche il centro storico monumentale della citt\u00e0 \u00e8 rimasto pressoch\u00e9 intatto nel suo aspetto originario, potendo dunque annoverare svariate architetture di pregio, come le numerosissime chiese medievali di notevole ricchezza architettonica (Lucca \u00e8 stata addirittura soprannominata la \u201ccitt\u00e0 dalle 100 chiese\u201d, proprio per la presenza di numerose chiese nel suo nucleo storico, consacrate e non, presenti in passato ed ora in citt\u00e0), torri e campanili, e monumentali palazzi rinascimentali di pregevole linearit\u00e0 stilistica.<br \/>\nLa citt\u00e0 vanta anche suggestivi spazi urbani: il pi\u00f9 celebre \u00e8 sicuramente quello di piazza dell\u2019Anfiteatro, nato sulle rovine dell\u2019antico anfiteatro romano ad opera dell\u2019architetto Lorenzo Nottolini ed unico nel suo genere architettonico.<br \/>\nArteria principale della citt\u00e0 storica \u00e8 la stretta e medievale via Fillungo, che riunisce i maggiori esercizi commerciali della citt\u00e0.<br \/>\nAltre piazze suggestive sono poi piazza San Michele, fulcro storico della citt\u00e0 e piazza San Martino, fulcro religioso dove sorge il celebre Duomo di San Martino.<br \/>\nPiazza Napoleone (chiamata dai Lucchesi anche Piazza Grande), fu voluta da Elisa Baciocchi durante il suo Principato, demolendo antichi edifici medioevali tra cui una chiesa. Adiacente \u00e8 collocata piazza del Giglio dove affaccia l\u2019omonimo teatro, (Teatro del Giglio), che \u00e8 da annoverarsi come teatro di tradizione.<br \/>\nProprio per questa sua immensa ricchezza storico-monumentale \u00e8 stata avanzata di recente la proposta di includere le Mura di Lucca nella lista del patrimonio dell\u2019umanit\u00e0 dell\u2019UNESCO.<\/p>\n<p><b>San Gimignano<\/b>: Per la caratteristica architettura medievale del suo centro storico \u00e8 stato dichiarato patrimonio dell\u2019umanit\u00e0 dall\u2019UNESCO. Il sito di San Gimignano, nonostante alcuni ripristini otto-novecenteschi, \u00e8 per lo pi\u00f9 intatto nell\u2019aspetto due-trecentesco ed \u00e8 uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell\u2019et\u00e0 comunale. San Gimignano \u00e8 soprattutto famosa per le torri medievali che ancora svettano sul suo panorama, che le hanno valso il soprannome di Manhattan del medioevo. Delle 72 tra torri e case-torri, esistenti nel periodo d\u2019oro del Comune, ne restavano venticinque nel 1580 ed oggi ne restano quattordici, con altre scapitozzate intravedibili nel tessuto urbano. La pi\u00f9 antica \u00e8 la torre Rognosa, che fu eretta all\u2019inizio del XIII secolo. La pi\u00f9 alta \u00e8 la Torre del Podest\u00e0, detta anche Torre Grossa, di 54 metri. Un regolamento del 1255 viet\u00f2 ai privati di erigere torri pi\u00f9 alte della torre Rognosa (che all\u2019epoca era la pi\u00f9 alta), anche se le due famiglie pi\u00f9 importanti, Ardinghelli e Salvucci, fecero costruire due torri poco pi\u00f9 basse di quasi eguale grandezza, per dimostrare la propria potenza.<\/p>\n<p><b>Abbazia San Galgano<\/b>: A partire dal 1218 fu costruita l\u2019abbazia di San Galgano, dalle caratteristiche architettoniche gotico-cistercensi.<br \/>\nL\u2019edificio \u00e8 imponente e testimonia, cos\u00ec, la diffusione ed il grande seguito del culto di san Galgano. L\u2019abbazia raggiunse, nel XIV secolo, una grande potenza, anche grazie alle immunit\u00e0 ed ai privilegi concessi da vari imperatori, tra i quali Federico II, ed alle munifiche donazioni ricevute; a ci\u00f2 si aggiunse l\u2019esenzione dalla decima da parte di papa Innocenzo III.<br \/>\nLa ricchezza raggiunta nel Cinquecento fu tale da scatenare una contesa tra la Repubblica di Siena ed il Papato. Papa Giulio II emise nel 1506 un interdetto contro Siena, che resistette ordinando ai sacerdoti la celebrazione regolare di tutte le funzioni liturgiche.<br \/>\nDopo questo periodo di splendore, inizi\u00f2 quella lenta decadenza che l\u2019avrebbe ridotta ad un grandioso e mistico rudere. Sarebbe diventata cava di materiali edili, depredata ed abbandonata all\u2019incuria degli uomini; si sarebbe arrivati a vendere le lastre di piombo che coprivano il tetto, esponendola cos\u00ec alle offese del tempo.<br \/>\n\u00c8 proprio la mancanza del tetto, crollato nel 1768, che esalta l\u2019articolazione e l\u2019eleganza architettonica delle linee che si slanciano verso il cielo aperto, un inno alla spiritualit\u00e0, accomunandola in questo alle abbazie di Melrose, di Jedburg e di Kelso in Scozia, di Tintern in Galles, di Cashel in Irlanda, di Eldena in Germania e del Convento do Carmo a Lisbona.<\/p>\n<p><b>Montalcino<\/b>: \u00c8 una localit\u00e0 nota per la produzione del vino Brunello. Si colloca nel territorio a nord-ovest del Monte Amiata, alla fine della val d\u2019Orcia, sul confine amministrativo con la provincia di Grosseto. Il paesaggio si distende su un sistema collinare; nella zona del centro il paese sorge ad un\u2019altitudine di 564 m s.l.m., ma in alcuni punti della zona si superano i 600 m s.l.m. come poggio Osticcio (624 m s.l.m.), il passo del Lume Spento (621 m s.l.m.) e il poggio Civitella (661 m s.l.m.) dove \u00e8 situata un\u2019antica fortezza etrusca.<\/p>\n<p><b>Bagno Vignoni<\/b>: Il villaggio \u00e8 situato in Val d\u2019Orcia, nelle vicinanze della via Francigena. Le acque che sgorgano in questo luogo vennero utilizzate fin dall\u2019epoca romana a scopi termali. Al centro del borgo si trova la \u201cpiazza delle sorgenti\u201d, una vasca rettangolare, di origine cinquecentesca, che contiene una sorgente di acqua termale calda e fumante che esce dalla falda sotterranea di origini vulcaniche. Fin dall\u2019epoca degli etruschi e poi dei romani \u2013 come testimoniano i numerosi reperti archeologici \u2013 le terme di Bagno Vignoni sono state frequentate da illustri personaggi, come papa Pio II, Caterina da Siena, Lorenzo de\u2019 Medici e tanti artisti che avevano eletto il borgo come sede di villeggiatura.<br \/>\nLe acque che fuoriescono dalla vasca termale si dirigono verso la ripida scarpata del Parco naturale dei Mulini; vi si trovano quattro mulini medievali scavati nella roccia che furono importanti per l\u2019economia locale in quanto la perenne sorgente termale garantiva il loro funzionamento anche in estate, quando gli altri mulini della zona erano fermi a causa dei fiumi in secca.<\/p>\n<p><b>Monte Amiata<\/b>: Il monte Amiata \u00e8 collocato nella Toscana meridionale, dove svetta sulle valli circostanti, tra cui vanno citate la Val d\u2019Orcia, la Maremma, la vallata del lago di Bolsena, il Chianti. Il massiccio montuoso, oltre all\u2019omonima vetta che raggiunge i 1738 metri sul livello del mare, include anche una serie di cime, in continuit\u00e0 l\u2019una con l\u2019altra. Sul versante grossetano spiccano i rilievi di Poggio Trauzzolo (1.200 metri), monte Labbro (1.193 metri), monte Civitella (1.107 metri), monte Buceto (1.152 metri), monte Aquilaia (1.104 metri) e monte Calvo (930 metri); sul versante senese ritroviamo, tra le vette pi\u00f9 alte, Poggio Zoccolino (1.035 metri), Poggio Le Perazzette (922 metri) e Poggio Roccone (913 metri).<br \/>\n\u00c8 un antico vulcano, ormai spento, con presenze di rocce e di laghetti di origine vulcanica. Vi si trovano, inoltre, le sorgenti dei fiumi Fiora, Vivo, Albegna e Paglia. Le sorgenti, che sgorgano in notevole quantit\u00e0 laddove finiscono le rocce trachitiche e inizia il basamento calcare-argilloso, costituiscono una imponente ricchezza idrica che caratterizza da sempre questo rilievo vulcanico. Le origini vulcaniche del massiccio montuoso hanno mantenuto l\u2019attivit\u00e0 sismica nella zona. Tra i vari eventi verificatisi, c\u2019\u00e8 da segnalare il terremoto del 3 novembre 1948 che ebbe come epicentro l\u2019area montana a cavallo delle province di Grosseto e Siena, raggiungendo la magnitudo 5,03 della Scala Richter e il VI-VII grado della Scala Mercalli. Altri eventi sismici che hanno interessato l\u2019area amiatina hanno avuto invece come epicentri le localit\u00e0 di Arcidosso, Santa Fiora, Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio.<br \/>\nNel territorio amiatino vi sono inoltre situate numerose aree protette: la riserve naturali del Monte Labbro, di Pescinello, del Bosco dei Rocconi, di Poggio all\u2019Olmo, della Santissima Trinit\u00e0, del Monte Penna ed inoltre un importante parco faunistico.<\/p>\n<p><b>Saturnia<\/b>: La risorsa principale di Saturnia \u00e8 sicuramente il turismo termale: qui sono infatti situate la famose Terme di Saturnia, gi\u00e0 conosciute nell\u2019antichit\u00e0, e oggi importanti mete turistiche a livello nazionale. Le acque sulfuree di Saturnia sgorgano ad una temperatura di 37,5 \u00b0C e hanno rinomate propriet\u00e0 terapeutiche. Le principali cascate termali sono le Cascate del Mulino, situate presso un vecchio mulino.<\/p>\n<p><b>Pitigliano<\/b>: Il caratteristico centro storico \u00e8 noto come la piccola Gerusalemme, per la storica presenza di una comunit\u00e0 ebraica, da sempre ben integrata nel contesto sociale che qui ha la propria sinagoga. Il territorio comunale di Pitigliano si estende nella parte occidentale dell\u2019area del Tufo. Confina a nord con il comune di Sorano, a sud-est con i comuni laziali di Farnese, Ischia di Castro, Latera e Valentano dai quali \u00e8 delimitato dall\u2019estremit\u00e0 settentrionale della Selva del Lamone, a ovest con il comune di Manciano.<br \/>\nArrivando a Pitigliano dal mare, salendo la strada regionale 74 Maremmana, si notano le caratteristiche case che sporgono da un grande sperone di tufo, assolutamente a strapiombo. La rupe di Pitigliano \u00e8 circondata su tre lati da altrettanti burroni, pieni di grotte scavate nel tufo; nel fondovalle scorrono i corsi d\u2019acqua Lente, Meleta e Prochio.<br \/>\nIl territorio comunale si eleva a quote collinari che variano tra i 300 e i 663 metri s.l.m. di Poggio Evangelista, che segna il confine con il Lazio all\u2019estremit\u00e0 orientale; l\u2019area del paduletto di Pantanello \u00e8 stata sottoposta a bonifica in epoca lorenese. Pitigliano \u00e8 inserito nella lista dei borghi pi\u00f9 belli d\u2019Italia patrocinata dall\u2019Associazione Nazionale Comuni Italiani.<\/p>\n<p><b>Lago di Bolsena<\/b>: \u00e8 un lago dell\u2019Italia centrale, posto nell\u2019alto Lazio, nella parte settentrionale della provincia di Viterbo (Alta Tuscia). Formatosi oltre 300 000 anni fa in seguito al collasso calderico di alcuni vulcani del complesso dei monti Volsini che ha accompagnato lo sprofondamento vulcano-tettonico dell\u2019area, \u00e8 lambito per una parte considerevole dalla strada consolare Cassia, a pochi chilometri dal monte Amiata, ed \u00e8 il lago di origine vulcanica pi\u00f9 grande d\u2019Europa.<br \/>\nHa una forma pressoch\u00e9 rotonda, tipica per la sua origine, due isole e un fiume emissario, un\u2019area totale di 113,5 km\u00b2 (quinto in Italia), si trova a 305 m s.l.m., una profondit\u00e0 massima di 151 m e una profondit\u00e0 media di 81 m.<\/p>\n<p><b>Narni<\/b>: Splendida realt\u00e0 in provincia di Terni, Narni \u00e8 diventata famosa nel mondo per essere stata ispirazione a C. S. Lewis nello scrivere Le Cronache di Narnia, la serie di romanzi fantasy ambientata nell\u2019immaginaria Terra di Narnia. Le sue origini risalgono agli inizi del primo millennio a.C. con l\u2019insediamento osco-umbro di Nequinum, diventato Narnia ai tempi dei Romani. L\u2019epoca medievale porta un grande sviluppo urbanistico e storico, di cui rimangono oggi pregevoli testimonianze. La citt\u00e0, infatti, \u00e8 particolarmente interessante dal punto di visto storico, artistico ed architettonico. Gi\u00e0 ammirando le doppie mura di cinta ci si pu\u00f2 rendere conto del piccolo gioiello che \u00e8 questa cittadina posta al centro dell\u2019Italia. Passeggiando si ammirano i resti del suo passato romano, medievale e rinascimentale tra splendide piazze, chiese e palazzi storici. Tra questi Palazzo dei Priori, uno dei monumenti pi\u00f9 belli della citt\u00e0, che arricchisce la piazza omonima con il suo portale, la Loggia del Gattapone, gli affreschi e la parte superiore in stile rinascimentale. In Piazza dei Priori si trova anche l\u2019imponente Torre Civica, risalente al 1200, e Palazzo Sacripante, acquistato nel Settecento dal Cardinale Giuseppe Sacripante ed oggi sede universitaria.<\/p>\n<p><b>Cascata delle Marmore<\/b>: La cascata \u00e8 formata dal fiume Velino che, in prossimit\u00e0 della frazione di Marmore, defluisce dal lago di Piediluco e si tuffa con fragore nella sottostante gola del Nera. Fa parte del parco fluviale del Nera.<br \/>\nLe acque della cascata sono utilizzate per la produzione di energia idroelettrica. Normalmente solo una parte dell\u2019acqua del fiume Velino (portata media 50 m\u00b3\/s) viene deviata verso la cascata (circa il 30%, equivalenti a circa 15 m\u00b3\/s). La cascata non \u00e8 dunque sempre aperta a pieno regime. Quando \u00e8 aperta a flusso minimo, la cascata scopre le rocce e la vegetazione sottostante.<br \/>\nUn segnale acustico avvisa dell\u2019apertura delle paratoie di regolazione, e in pochi minuti la portata aumenta fino a donarle l\u2019aspetto conosciuto. L\u2019accesso al parco \u00e8 possibile dal basso (belvedere inferiore) e dall\u2019alto (belvedere superiore) con pagamento di un biglietto. Diversi sentieri percorrono il parco ed \u00e8 possibile andare a piedi tra i due belvedere, sia in salita che in discesa.<br \/>\nDi notte la cascata \u00e8 sempre illuminata da un evoluto impianto a led di ultima generazione, che garantisce un fascio di luce ed una illuminazione uniforme.<\/p>\n<p><b>L\u2019Aquila<\/b>: L\u2019Aquila sorge nell\u2019omonima conca, inserita fra le dorsali orientali e centrali dell\u2019Appennino centrale abruzzese, sulle sponde del fiume Aterno a un\u2019altitudine di 721 metri sul livello del mare, che la rende terza tra i capoluoghi di provincia italiani pi\u00f9 alti.<br \/>\nIl centro storico sorge su di un altopiano in posizione centrale rispetto alla conca; numerose frazioni sono situate sul declivio o sulla sommit\u00e0 dei colli circostanti, tra le quali Aragno, Roio, Pianola, Bagno, San Giacomo e Collebrincioni. Nel secondo dopoguerra, l\u2019espansione urbanistica si \u00e8 concentrata nella periferia occidentale della citt\u00e0, in una zona a carattere prevalentemente pianeggiante, estendendosi in maniera disomogenea lungo la direttrice est-ovest seguendo il corso del fiume.<br \/>\nIl 6 aprile 2009, alle ore 3:32, dopo diversi mesi di lievi scosse localizzate e percepite in tutta la zona dell\u2019aquilano, L\u2019Aquila venne colpita da un terremoto di magnitudo 6.3 Mw (5.9 Ml secondo la scala Richter) e tra l\u20198\u00ba e il 9\u00ba grado della Scala Mercalli, con epicentro situato nel territorio di Roio in localit\u00e0 Colle Miruci al confine con Lucoli[35]. Il bilancio finale fu di 309 vittime e oltre 1.500 feriti, mentre la quasi totale evacuazione della citt\u00e0 port\u00f2 a 65.000 il numero degli sfollati.<br \/>\nNei giorni successivi al sisma principale altre forti scosse, pur se di intensit\u00e0 minore, colpirono l\u2019aquilano: una forte scossa di magnitudo 5.6 MW alle ore 19.47 del 7 aprile 2009, una di magnitudo 5.4 MW alle ore 2:52 del 9 aprile 2009 e una di 5.2 MW alle ore 21:38 del 9 aprile 2009.<br \/>\nIl sisma rivers\u00f2 la sua forza sull\u2019abitato e sui paesi limitrofi, tra i quali Onna, Roio, Villa Sant\u2019Angelo, Castelnuovo, Tempera, San Gregorio e Paganica. Il capoluogo stesso presenta crolli anche totali in molte zone e gravissimi danni alla maggior parte degli edifici di valore storico e culturale. Le chiese principali risultano gravemente danneggiate o quasi completamente crollate. Particolare rilevanza ebbe la mancata resistenza e quindi il danneggiamento talvolta irreversibile della maggioranza degli edifici pubblici, sia antichi che moderni: ad esempio il moderno polo d\u2019Ingegneria, il Palazzo del Governo (sede della Prefettura), la Casa dello studente di via XX Settembre, l\u2019ospedale San Salvatore e molti palazzi signorili del Settecento e dell\u2019Ottocento.<\/p>\n<p><b>Napoli:<\/b>\u00a0Fondata dai Cumani nell\u2019VIII secolo a.C., fu tra le citt\u00e0 pi\u00f9 importanti della Magna Grecia e gioc\u00f2 un notevole ruolo commerciale, culturale e religioso nei confronti delle popolazioni italiche circostanti. Dopo il crollo dell\u2019Impero romano, nell\u2019VIII secolo la citt\u00e0 form\u00f2 un ducato autonomo indipendente dall\u2019Impero bizantino; in seguito, dal XIII secolo e per pi\u00f9 di cinquecento anni, fu capitale del Regno di Napoli; con la Restaurazione divenne capitale del Regno delle Due Sicilie sotto i Borbone fino all\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia.<br \/>\nSede della Federico II, la pi\u00f9 antica universit\u00e0 del mondo ad essere nata attraverso un provvedimento statale, ospita, altres\u00ec, l\u2019Orientale, la pi\u00f9 antica universit\u00e0 di studi sinologici e orientalistici del continente, e la Nunziatella, una delle pi\u00f9 antiche accademie militari al mondo, eletta patrimonio storico e culturale dei Paesi del Mediterraneo da parte dell\u2019Assemblea parlamentare del Mediterraneo. Luogo d\u2019origine della lingua napoletana, ha rivestito e riveste tuttora un forte peso in numerosi campi del sapere, della cultura e dell\u2019immaginario collettivo.<br \/>\nProtagonista dell\u2019umanesimo e centro illuminista di livello europeo, \u00e8 stata a lungo un punto di riferimento globale per la musica classica e l\u2019opera attraverso la scuola musicale napoletana, dando tra l\u2019altro origine all\u2019opera buffa.<br \/>\nCitt\u00e0 dall\u2019imponente tradizione nel campo delle arti figurative, che affonda le proprie radici nell\u2019et\u00e0 classica, ha dato luogo a movimenti architettonici e pittorici originali, quali il rinascimento napoletano e il barocco napoletano, il caravaggismo, la scuola di Posillipo ed il liberty napoletano, nonch\u00e9 ad arti minori ma di rilevanza internazionale, quali la porcellana di Capodimonte ed il presepe napoletano.<br \/>\n\u00c8 all\u2019origine di una forma distintiva di teatro, di una canzone di fama mondiale e di una peculiare tradizione culinaria che comprende alimenti che assumono il ruolo di icone globali, come la pizza napoletana, e l\u2019arte dei suoi pizzaioli che \u00e8 stata dichiarata dall\u2019UNESCO patrimonio immateriale dell\u2019umanit\u00e0.<br \/>\nNel 1995 il centro storico di Napoli \u00e8 stato riconosciuto dall\u2019UNESCO come patrimonio mondiale dell\u2019umanit\u00e0, per i suoi eccezionali monumenti, che testimoniano la successione di culture del Mediterraneo e dell\u2019Europa. Nel 1997 l\u2019apparato vulcanico Somma-Vesuvio \u00e8 stato eletto dalla stessa agenzia internazionale (con il vicino Miglio d\u2019Oro, in cui ricadono anche i quartieri orientali della citt\u00e0) tra le riserve mondiali della biosfera.<\/p>\n<p><b>Parco Nazionale d\u2019Abruzzo<\/b>: Gi\u00e0 costituito il 25 novembre 1921 con direttorio provvisorio, inaugurato il 9 settembre 1922 a Pescasseroli, sede amministrativa, \u00e8 uno dei tre parchi nazionali presenti in Abruzzo, uno dei tre parchi nazionali del Lazio e l\u2019unico parco nazionale esistente in Molise, noto a livello internazionale per il ruolo avuto nella conservazione di alcune tra le specie faunistiche italiane pi\u00f9 importanti, quali il lupo, il camoscio d\u2019Abruzzo e l\u2019orso bruno marsicano, nonch\u00e9 per le prime e numerose iniziative per la modernizzazione e la diffusione localizzata dell\u2019ambientalismo.<\/p>\n<p><b>Parco Regionale del Matese<\/b>: Il territorio del parco comprende prevalentemente il massiccio montuoso del Matese. Le montagne pi\u00f9 alte, di natura calcarea, sono il monte Miletto (2050 m s.l.m.), il monte Gallinola (1923 m s.l.m.) e il monte Mutria (1823 m s.l.m.).<br \/>\nIl parco prende il nome dal lago del Matese. Altro importante lago \u00e8 quello di Gallo. Il parco \u00e8 attraversato da due fiumi: il Titerno e il Tammaro.<\/p>\n<p><b>Sorrento<\/b>: Il centro storico mostra ancora il tracciato ortogonale delle strade di origine romana con cardi e decumani, mentre verso monte \u00e8 circondato dalle mura cinquecentesche. Vi si trovano il duomo, riedificato nel XV secolo, con facciata neogotica, e la chiesa di San Francesco d\u2019Assisi, con un notevole chiostrino trecentesco, con portico arabeggiante ad archi che s\u2019intrecciano su pilastri ottagonali. Nel museo Correale di Terranova sono esposte collezioni di reperti greci e romani e di porcellane di Capodimonte, con una sezione dedicata alla pittura del XVII-XIX secolo; dal parco si gode inoltre una magnifica vista sul golfo. Presso la Punta del Capo, 3 km a ovest, si trovano resti romani ritenuti della villa di Pollio Felice (I secolo d.C.). Un\u2019altra villa marittima \u00e8 la \u201cvilla di Agrippa Postumo\u201d, fatta costruire dallo sfortunato nipote di Augusto. Ci sono resti anche della villa romana della Regina Giovanna d\u2019Angi\u00f2 presso gli omonimi bagni, nonch\u00e9 altre ville patrizie sulla lunga spiaggia sotto la costa tufacea, ove vi \u00e8 anche un affascinante ninfeo della stessa epoca.<\/p>\n<p><b>Costiera Amalfitana<\/b>: \u00e8 il tratto di costa campana, situato a sud della penisola sorrentina, che si affaccia sul golfo di Salerno; \u00e8 delimitato a ovest da Positano e ad est da Vietri sul Mare. \u00c8 un tratto di costa famoso in tutto il mondo per la sua bellezza naturalistica, sede di importanti insediamenti turistici.<br \/>\nDichiarato Patrimonio dell\u2019umanit\u00e0 dall\u2019UNESCO nel 1997, prende il nome dalla citt\u00e0 di Amalfi, nucleo centrale della Costiera non solo geograficamente, ma anche storicamente.<\/p>\n<p><b>Parco Regionale delle Dolomiti Lucane<\/b>: si trovano in provincia di Potenza le Dolomiti Lucane, montagne costituite da rocce di arenaria quarzifera appartenenti alla serie del flysch di Gorgoglione, modellate profondamente dagli agenti atmosferici e dagli eventi che contraddistinguono la storia geologica di questa porzione della Basilicata. Tali montagne sono cosiddette in quanto le loro cime sono caratterizzate da alte guglie che ricordano alcune delle vette pi\u00f9 note delle Dolomiti alpine vere e proprie, con forme cos\u00ec particolari da aver suggerito nomi molto fantasiosi. Gli stessi centri abitati di Castelmezzano e Pietrapertosa sono straordinariamente pittoreschi, essendo aggrappati alle pareti rocciose delle montagne che li circondano e che con le loro forme danno luogo a scenari suggestivi ed a paesaggi mozzafiato.<\/p>\n<p><b>Matera<\/b>: nota anche come citt\u00e0 dei Sassi, proprio per la peculiarit\u00e0 e l\u2019unicit\u00e0 del suo centro storico. Scavati e costruiti a ridosso della Gravina di Matera, una profonda gola che divide il territorio in due, i Sassi di Matera, rioni che costituiscono la parte antica della citt\u00e0, si distendono in due vallette, che guardano ad est, leggermente sottoposte rispetto ai territori circostanti, separate tra loro dallo sperone roccioso della Civita.<br \/>\nIl Sasso Barisano, girato a nord-ovest sull\u2019orlo della rupe, se si prende come riferimento la Civita, fulcro della citt\u00e0 vecchia, \u00e8 il pi\u00f9 ricco di portali scolpiti e fregi che ne nascondono il cuore sotterraneo. Il Sasso Caveoso, che guarda invece a sud, ubicato in una lama pi\u00f9 ampia e corta, assume vagamente la forma di una cavea teatrale. Al centro la Civita, sperone roccioso che separa i due Sassi, sulla cui sommit\u00e0 si trovano la Cattedrale ed i palazzi nobiliari. Insieme formano l\u2019antico nucleo urbano di Matera, dichiarato dall\u2019UNESCO paesaggio culturale.<br \/>\nI Sassi di Matera sono un insediamento urbano derivante dalle varie forme di civilizzazione ed antropizzazione succedutesi nel tempo. Da quelle preistoriche dei villaggi trincerati del periodo neolitico, all\u2019habitat della civilt\u00e0 rupestre (IX-XI secolo), che costituisce il sostrato urbanistico dei Sassi, con i suoi vicinati, camminamenti, canalizzazioni, cisterne; dalla civitas di matrice normanno-sveva (XI-XIII secolo), con le sue fortificazioni, alle successive espansioni rinascimentali (XV-XVI secolo) e sistemazioni urbane barocche (XVII-XVIII secolo); ed infine dal degrado igienico-sociale del XIX e della prima met\u00e0 del XX secolo allo sfollamento disposto con legge nazionale negli anni cinquanta, fino all\u2019attuale recupero iniziato a partire dalla legge del 1986.<\/p>\n<p><b>Taranto<\/b>: Fu fondata dagli Spartani nell\u2019VIII secolo a.C. col nome di Taras. La citt\u00e0, grazie alla sua posizione strategica al centro dell\u2019omonimo golfo, alla fertilit\u00e0 del suo territorio e al commercio, divenne la pi\u00f9 importante Polis della Magna Grecia e una tra le citt\u00e0 di maggior rilievo in tutto il mondo antico, affermandosi come un fiorente centro culturale, economico e militare, che diede i natali a intellettuali del calibro di Archita, Aristosseno, Livio Andronico, Leonida ed Eraclide di Taranto nonch\u00e9 ad atleti le cui gesta divennero leggendarie in tutto il mondo greco, come Icco e il cosiddetto Atleta di Taranto. All\u2019apice del suo sviluppo, raggiunse l\u2019egemonia sulle altre colonie greche del Sud Italia e venne scelta come sede della lega italiota. Fu l\u2019ultima citt\u00e0 magnogreca a cadere in seguito all\u2019espansione di Roma, non prima di aver ingaggiato con essa le cosiddette guerre pirriche, un conflitto durato 5 anni. Pur sconfitta, continu\u00f2 a esercitare una grandissima influenza culturale sul resto dell\u2019Italia meridionale e sulla stessa Roma, entrando a far parte dell\u2019immaginario collettivo del tempo come luogo contraddistinto da opulenza e da ingenti bellezze naturali, celebrate da Orazio e numerosi altri autori.<br \/>\nNel periodo normanno, divenne capitale del Principato di Taranto, che durante i suoi 377 anni di storia arriv\u00f2 a comprendere la quasi totalit\u00e0 del Salento.<br \/>\nTaranto d\u00e0 il nome alla specie Lycosa tarantula (ragno lupo), un tempo molto comune nelle campagne locali, cui si devono i termini tarantella e tarantismo, nonch\u00e9 la parola tarantola, usata oggi per indicare i noti ragni della famiglia Theraphosidae.<br \/>\n\u00c8 soprannominata la Citt\u00e0 dei due mari, per la sua peculiare posizione a cavallo di mar Grande e mar Piccolo. Nel primo, nei pressi delle Isole Cheradi, antistanti la citt\u00e0, vive e prospera una storica popolazione di delfini e altri cetacei; nel secondo \u00e8 praticata da secoli e in larga scala la mitilicoltura, i cui prodotti sono noti a livello mondiale per la loro unicit\u00e0.<br \/>\nLa citt\u00e0 \u00e8 sede dell\u2019Arsenale marittimo della Marina Militare, dell\u2019Ilva, uno tra i maggiori complessi industriali d\u2019Europa per la produzione dell\u2019acciaio, e del Museo archeologico nazionale MArTA, che \u00e8 tra i musei pi\u00f9 importanti d\u2019Italia.<\/p>\n<p><b>Otranto<\/b>: Capo d\u2019Otranto, o Punta Palasc\u00eca, situato nel territorio comunale di Otranto, \u00e8 il punto pi\u00f9 a oriente d\u2019Italia. Secondo le convenzioni nautiche, questo luogo \u00e8 il punto di separazione tra il Mar Ionio e il Mar Adriatico. \u00c8 il comune con la minore densit\u00e0 abitativa della provincia di Lecce. Il litorale, esteso per circa 25 km, si alterna a lunghi tratti sabbiosi, specie nella parte settentrionale, a tratti rocciosi a picco sul mare. Confina a nord con i comuni di Melendugno e Carpignano Salentino, a ovest con i comuni di Cannole, Giurdignano e Palmariggi, a sud con i comuni di Uggiano la Chiesa e Santa Cesarea Terme, a est con il Mare Adriatico.<br \/>\nIl territorio fa parte delle Serre salentine. La litoranea a sud in direzione Porto Badisco \u00e8 caratterizzata da piccoli tornanti che si snodano tra il brullo paesaggio costiero, mentre a nord si erge dolcemente la Serra degli Alimini circondata da una fertile campagna a ridosso degli omonimi laghi e delle spiagge. Il centro urbano sorge nella Valle dell\u2019Idro, piccolo ruscello il cui percorso si snoda interamente nel territorio comunale e che sfocia nel porto, nei pressi dei giardini pubblici.<br \/>\nDall\u2019ottobre 2006, parte del suo territorio rientra nel Parco Costa Otranto \u2013 Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, istituito dalla regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di beni architettonici e di specie floreali e faunistiche.<\/p>\n<p><b>Lecce<\/b>: Situata in posizione pressoch\u00e9 centrale della penisola salentina, \u00e8 il centro di un\u2019area vasta comprendente 31 comuni della parte settentrionale della provincia. Posto a 11 chilometri dalla costa adriatica e a 23 da quella ionica, \u00e8 il capoluogo di provincia pi\u00f9 orientale d\u2019Italia.<br \/>\nLe antiche origini messapiche e i resti archeologici della dominazione romana la inseriscono tra le citt\u00e0 d\u2019arte Italiane. Lecce si distingue per la ricchezza e l\u2019esuberanza del barocco tipicamente seicentesco delle chiese e dei palazzi del centro, costruiti nella locale pietra leccese, calcare molto adatto alla lavorazione con lo scalpello. Lo sviluppo architettonico e l\u2019arricchimento decorativo delle facciate \u00e8 stato particolarmente curato durante il Regno di Napoli e ha caratterizzato la citt\u00e0 in modo talmente originale da dar luogo alla definizione di barocco leccese.<br \/>\n\u00c8 sede dell\u2019Universit\u00e0 del Salento, secondo ateneo della Puglia per numero di iscritti, dell\u2019Arcidiocesi di Lecce e della Corte d\u2019appello di Lecce. \u00c8 stata candidata a capitale europea della cultura per il 2019 (con altre cinque citt\u00e0 italiane) ed \u00e8 stata capitale italiana della cultura nel 2015.<\/p>\n<p><b>Alberobello<\/b>: Celebre per le sue caratteristiche abitazioni chiamate \u201cTuguri\u201d o Casedde\u201d, italianizzato con trulli che dal 6 dicembre 1996 sono tutelate dall\u2019UNESCO quali patrimonio dell\u2019umanit\u00e0, fa parte della Valle d\u2019Itria e della Murgia dei Trulli.<\/p>\n<p><b>Castel del Monte<\/b>: \u00e8 una fortezza del XIII secolo fatta costruire dall\u2019imperatore del Sacro Romano Impero Federico II nell\u2019altopiano delle Murge occidentali in Puglia, nell\u2019attuale frazione omonima del comune di Andria, a 17 km dalla citt\u00e0, nei pressi della localit\u00e0 di Santa Maria del Monte, in provincia di Barletta-Andria-Trani, sulla sommit\u00e0 di una collina, a 540 metri s.l.m.<\/p>\n<p><b>Trani<\/b>: La citt\u00e0 \u00e8 famosa per la cattedrale romanica e il castello Svevo, per l\u2019estrazione e lavorazione dalle sue cave di un particolare tipo di pietra, roccia sedimentaria (la pietra di Trani) e di vino Moscato.<br \/>\nImportante meta turistica, la citt\u00e0 costitu\u00ec un notevole scalo commerciale fino al XVI secolo; si pensa vi sia stato promulgato il primo codice marittimo del mondo occidentale, gli Ordinamenta et consuetudo maris, nel 1063.<\/p>\n<p><b>Parco Nazionale del Gargano:\u00a0<\/b>Si estende per 118.144 ettari (\u00e8 una delle aree protette italiane pi\u00f9 estese). Fanno parte del parco le quattro isole Tremiti (riserva marina). All\u2019interno del parco si trova la Foresta Umbra.<br \/>\nIl Gargano \u00e8 costituito in prevalenza da rocce sedimentarie, calcari e dolomie, risalenti al Cretacico e al Giurassico, per lo pi\u00f9 stratificate e interessate dal fenomeno di dissoluzione carsica. Fa eccezione la Punta Pietre Nere, massa di scure rocce vulcaniche risalenti al Triassico, affioranti sulla spiaggia di Lesina. Il fenomeno carsico, prodotto dall\u2019azione dell\u2019acqua e dell\u2019anidride carbonica sulle rocce calcaree ha \u201cscolpito\u201d in vari modi il paesaggio.<br \/>\nLungo tutto il margine del blocco calcareo sono presenti grandi solchi erosivi che, con andamento radiale, si dirigono verso il mare o la Capitanata. Si tratta di forre rocciose (ricollegabili al fenomeno delle \u201cvalli secche\u201d o \u201cvalloni\u201d), provocate dall\u2019erosione meccanica e carsica.<\/p>\n<p><strong>Parco regionale del Conero:<\/strong> Il Parco del Conero prende il suo nome dal monte Conero o monte d\u2019Ancona, attorno al quale si sviluppa per circa 6000 ettari comprendendo quasi tutto il suo promontorio e l\u2019area tra esso e la foce del Musone.<br \/>\nA sud di Ancona il parco comprende Portonovo e l\u2019intero Monte Conero, sino a Sirolo e Numana. Superato il Conero e le sue rupi rocciose, la costa si fa bassa, e la fascia di Parco va stringendosi attorno alle zone pi\u00f9 urbanizzate di Numana e Marcelli, arrivando infine alla confluenza dell\u2019Aspio nel Musone e alla foce di quest\u2019ultimo, ove si trova il confine meridionale.<\/p>\n<p><strong>Ancona:<\/strong> La citt\u00e0 di Ancona sorge sulla costa dell\u2019Adriatico centrale su un promontorio formato dalle pendici settentrionali del monte Conero o monte d\u2019Ancona. Questo promontorio d\u00e0 origine a un golfo, il golfo di Ancona, nella cui parte pi\u00f9 interna si trova il porto naturale. Ad Ancona il sole sorge e tramonta sul mare; il fenomeno \u00e8 dovuto alla forma a gomito del suo promontorio, bagnato dal mare sia a est che a ovest ed \u00e8 tipico dei litorali con posizione geografica simile [A 1]. Altra particolarit\u00e0 geografica di Ancona \u00e8 la possibilit\u00e0 di osservare, nelle giornate molto serene, dalla sommit\u00e0 delle varie colline cittadine, le montagne della Dalmazia al di l\u00e0 dell\u2019Adriatico; il fenomeno \u00e8 possibile per due motivi: perch\u00e9 il promontorio su cui sorge la citt\u00e0 si spinge verso est diminuisce la distanza tra la costa italiana e l\u2019altra sponda ed anche perch\u00e9 l\u2019altezza delle colline amplia il raggio dell\u2019orizzonte. Di solito accade alcune decine di volte all\u2019anno, specie in corrispondenza dell\u2019alba.<br \/>\nLa citt\u00e0 possiede varie spiagge, sia di costa alta sia di costa bassa. Tra quelle del primo tipo, la pi\u00f9 centrale \u00e8 quella del Passetto, con grandi scogli bianchi, tra i quali la Seggiola del Papa (uno dei simboli della citt\u00e0) e lo scoglio del Quadrato. Altre spiagge rocciose, raggiungibili con impervi sentieri, si susseguono verso Sud; tra esse si deve ricordare la lunga spiaggia libera di Mezzavalle. La pi\u00f9 nota spiaggia a Sud di Ancona \u00e8 Portonovo, posta sotto il Monte Conero, con tipici sassi bianchi e arrotondati, sede di attrezzature turistiche. A Nord del porto la costa \u00e8 bassa; in questa zona \u00e8 da ricordare la spiaggia attrezzatissima di Palombina, sabbiosa, di carattere urbano e con un\u2019aria vivacemente popolare, con panorama sul golfo dorico e bordata dalla linea ferroviaria.<br \/>\nDal punto di vista orografico il territorio urbano \u00e8 contraddistinto da un\u2019alternanza di fasce collinari e di alcune vallate. La fascia di colline pi\u00f9 settentrionale, affacciata direttamente sul mare, comprende il colle Guasco, il colle dei Cappuccini e infine monte Cardeto. Pi\u00f9 a sud si trova la vallata un tempo detta Piana degli Orti, attraversata dai tre corsi principali e dal Viale della Vittoria. Vi \u00e8 poi la seconda fascia collinare, con il colle Astagno, il colle di Santo Stefano, monte Pulito, monte Pelago e infine il monte Santa Margherita. La vallata che si trova ancora a Sud \u00e8 costituita da valle Miano e dal Piano San Lazzaro, occupato dal quartiere omonimo, il solo pianeggiante della citt\u00e0. A sud di questa valle si estende la fascia di colline periferiche; le ultime zone urbanizzate occupano la vallata dei Piani della Baraccola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sud Sud Est\u00a0 &#8211; un bel \u201cgiro d\u2019Italia\u201d su e gi\u00f9 per l\u2019Appennino, dal Tirreno allo Ionio, all\u2019Adriatico; innumerevoli siti dichiarati dall\u2019UNESCO patrimonio dell\u2019umanit\u00e0, tappe brevi e rilassate con tutto il tempo per godersi la vita, la strada e le soste, zone sicuramente gi\u00e0 viste ed altre che saranno piacevoli sorprese, un viaggio in moto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"featured_media":1465,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false},"product_brand":[],"product_cat":[62,173],"product_tag":[46],"class_list":["post-891","product","type-product","status-publish","has-post-thumbnail","product_cat-italia","product_cat-tour-passati","product_tag-classic","first","instock","sold-individually","shipping-taxable","purchasable","product-type-variable"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/product\/891","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/product"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/product"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=891"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1465"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=891"}],"wp:term":[{"taxonomy":"product_brand","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/product_brand?post=891"},{"taxonomy":"product_cat","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/product_cat?post=891"},{"taxonomy":"product_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.77roads.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/product_tag?post=891"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}