Le mie impressioni di guida del Honda Africa Twin CRF 1000 L in Israele

Impressioni di guida del Honda Africa Twin CRF 1000 L: Grazie a BikeLife Israel ho l’occasione di mettere i guanti su un CRF 1000 L Africa Twin nuovo nuovo. Si, quando giro la chiave, sul cruscotto appare una cifra sola… nove chilometri!
Ne ho in programma oltre mille e trecento per provare e mettere appunto un nuovo tour in moto fra Israele e Territori Palestinesi, molto asfalto ma anche una parte di sterrato semplice per raggiungere punti particolarmente interessanti e spettacolari.

La versione messa a mia disposizione da Dubi, un appassionato motociclista, è la Black con ABS e cambio tradizionale, equipaggiata con  Givi Trekker Outback da trentasette litri alle quali aggiungerò il mio storico “tubo” Amphibious, uso da sempre, quando viaggio solo, il quarantacinque litri.
Trovo la sella nella posizione bassa, tocco bene ma mi sembra una posizione innaturale e la riporto a quella standard, due centimetri in più, così va meglio! Dei tre livelli di controllo (HSTC) disponibili parto con quello di default ma poi, dopo qualche decina di chilometri, scelgo il meno invasivo, quello definito “sport”, mentre per quanto riguarda l’ABS è disinseribile solamente per il posteriore.

La moto non è leggera, ma ben bilanciata e quindi riesco a districarmi bene anche nel traffico da “tangenziale est” della strada 20 in direzione nord in uscita da Tel Aviv; il motore spinge bene da subito, non è impressionante ma il sound dello scarico originale, pieno e corposo, soddisfa l’orecchio e l’anima.
La protezione aerodinamica, per i mie centosettanta e poco più centimetri, è perfetta, la sella è comoda e anche dopo ore non affatica le mie terga, a velocità costante il consumo è basso, ho visto, intorno ai novanta all’ora, segnare dall’indicatore tre virgola nove litri per fare cento chilometri…più di venticinque al litro!…fantascienza per il mio vecchio e glorioso 990!

Lascio la grande arteria e comincio a salire di quota, strade strette e tortuose, la moto va molto bene, è agile, sale e si libera anche dei tornati senza indugi, non ci sono vuoti. Mi diverto molto anche se carico e pesante.
Quando l’itinerario previsto mi fa percorrere tratti più scorrevoli, ad andatura un po’ allegra, ho una sensazione di instabilità, forse le Bridgeston di primo equipaggiamento non sono all’altezza delle mie aspettative o forse dovrei lavorare un po’ sulla forcella e sul mono.

Il setting di partenza è un po’ sbilanciato, per me, verso il fuoristrada, mi sembra un pochino “mollo”, ma con queste gomme che off vuoi fare? In ogni caso in un viaggio del genere non c’è bisogno di girare i curvoni a più di centoventi…ma sai, quando trovo certe strade un po’ la vena si chiude.

Direi che mi piace proprio, lo sapevo che mamma Honda non poteva sbagliare, quando cala il sole però i fari non sono sufficienti, capisco il perché dei faretti addizionali nelle versioni adv e il proliferare di parti speciali aftermarket.

Il Timna National Park è l’incredibile scenario dove ha luogo la parte fuoristrada della mia “prova”. Spettacolari formazioni rocciose, uadi, archi, pinnacoli, guglie ed una vecchia cava risalente all’età dei faraoni dell’Antico Egitto sono collegate da strade sterrate curate e ben tenute. Se poi, ci si attarda, il luogo rimane deserto e si può anche esagerare un po’… nonostante le gomme prettamente stradali l’Africa risponde benissimo e complice la facilità del fondo mi diverto come un bambino.
Tirando le somme: con dieci chili in meno e dieci cavalli in più sarebbe come avere la botte piena e la moglie ubriaca! Bravo, hai scoperto l’acqua calda!

 

Massimo
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